SOCIETA’. Privatizzazione acqua, Consumatori pronti al referendum

I Consumatori si mobilitano per un referendum abrogativo contro la privatizzazione dell’acqua. "In tema di servizio idrico è necessario sgomberare il campo dalle fandonie di chi afferma che, con la recente norma, non si privatizza l’acqua, bensì la gestione della rete. Questa è una vera e propria "bufala" – sostengono Adusbef, Federconsumatori e Movimento Consumatori – Chi capta l’acqua, la distribuisce, la vende e ne incassa i proventi, di fatto, ne è il padrone". Il decreto Ronchi attua dunque una vera privatizzazione e questo comporterà conseguenze negative "in termini di speculazioni, di aumento delle tariffe e di possibili infiltrazioni malavitose".

"Di fronte a questa norma inaccettabile, che vuole mettere nelle mani di privati un bene vitale quale l’acqua, le nostre associazioni ribadiscono che sono pronte alla raccolta di firme per un referendum abrogativo", annunciano le associazioni. Il comitato provvisorio organizzato da Adusbef, Federconsumatori e Movimento Consumatori per la raccolta di firme ha sede presso la Federconsumatori Nazionale, in Via Palestro, 11 – Roma, email: federconsumatori@federconsumatori.it .

L’approvazione della fiducia nei confronti del provvedimento, del resto, era stata accolta ieri con queste parole dal segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini: "Il Governo si è bevuto la fiducia dei cittadini. Blindando l’acqua nel decreto Ronchi, infatti, l’esecutivo ha dimostrato di essere preoccupato più di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità.
La decisione odierna non può che indurci a sostenere la raccolta firme per un referendum abrogativo".

Contro il provvedimento ribadisce l’esigenza di mobilitarsi anche il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che ha già lanciato la campagna "Salva l’Acqua". "Ad oggi – afferma il Forum – abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell’appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l’acqua". Il 12 novembre c’è stata la mobilitazione in Piazza Montecitorio e diverse sono state le mobilitazioni territoriali. "A questo punto – afferma il Forum – siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell’acqua tramite il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento. Queste percorsi di mobilitazione sono percorribili così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d’Italia, da ultimo quello di Venezia".

"È grazie al ruolo del pubblico se le tariffe sull’acqua in Italia sono rimaste contenute rispetto alle dinamiche che hanno avuto negli altri Paesi europei". Eì quanto sostiene Paolo Landi segretario generale Adiconsum. "C’è bisogno di investimenti per migliorare la rete e garantire un servizio di qualità ai consumatori. Il bando di gara deve essere un vincolo per tutti. Quando le tariffe sono modificate in funzione di precisi programmi di investimento i consumatori non hanno mai detto no, poiché sono consapevoli che per avere un servizio di qualità occorre investire".

Landi mette l’accento sulla mancanza di concorrenza nella rete idrica. "Obbligare a privatizzare anche laddove il servizio è svolto in modo efficiente da società pubbliche è un’imposizione inaccettabile, così come previsto dal testo. Significa aprire la strada alla privatizzazione del servizio acqua, come è già avvenuto in altri Paesi europei. Ricordiamo che in Francia, a partire da Parigi, si è tornati all’acqua del sindaco".

Adiconsum chiede che si realizzi un’Autorità di regolazione con pieni poteri a fianco di quella già presente per la rete elettrica e gas con articolazioni regionali. In assenza di modifica al testo approvato alla Camera, Adiconsum appoggerà le iniziative di referendum abrogativo.

Comments are closed.