SOCIETA’. Racket delle camere mortuarie a Torino, i consumatori si costituiscono parte civile

Il "business del caro estinto" che si consumava nelle camere mortuarie dell’ospedale Molinette di Torino e che è stato smascherato nel febbraio 2007 dal pm Giuseppe Ferrando, ha leso i diritti dei consumatori violando le regole della concorrenza e incrementando, in conseguenza, il prezzo dei funerali. E’ partendo da questa convinzione che il Movimento Consumatori, l’Associazione Consumatori e Utenti e Adoc-Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori hanno chiesto di costituirsi parte civile al gup Diamante Minucci durante la prima udienza preliminare del processo.

Il racket delle camere mortuarie, portato avanti da nove imputati (tra i quali anche quattro infermieri del nosocomio torinese), consisteva nella prassi di segnalare ai parenti dei defunti il nome dell’imprese di pompe funebri in cambio di denaro (300-400 euro a "prestazione"). "Le imprese costituivano un cartello – spiega l’avvocato Maurizio Basile, che assiste il Movimento Consumatori – impedendo così la libera concorrenza del mercato. Riteniamo dunque di poter essere ammessi al processo per difendere il diritto dei consumatori a poter avere servizi funebri a prezzi adeguati".

Del parere opposto uno dei difensori degli accusati, l’avvocato Luca Cassiani che sostiene: "Riteniamo che le associazioni non abbiano alcun titolo perché non c’è stato un danno diretto ai cittadini". Anche l’impresa Giubileo ha chiesto di essere ammessa come parte civile. Il giudice deciderà in merito il 29 aprile, in occasione della prossima udienza. Il caso è quasi una replica di un’indagine effettuata dalla Guardia di Finanza di Torino nel 2001 che aveva già fatto luce sul dilagante fenomeno delle mazzette in obitorio tra infermieri e impresari funebri.

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