SOCIETA’. Rapporto Istat, la crisi colpisce i giovani: in 2 milioni non studiano e non lavorano

La crisi economica del 2008-2009 è stata la più grave dal dopoguerra e ha influito sul sistema produttivo e sulle famiglie italiane: sono cresciuti i tassi di disoccupazione e di inattività, soprattutto nei giovani. La disoccupazione giovanile, infatti, ha raggiunto quasi il 25% e ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano. Il reddito annuo procapite disponibile oggi è più basso di 360 euro rispetto a quello del 2000.

E questi sono soltanto alcuni dei dati che emergono dal Rapporto annuale dell’Istat sulla situazione dell’Italia, presentato oggi a Palazzo Montecitorio. "Le politiche economiche – ha commentato il Presidente dell’Istat Enrico Giovannini – hanno sostenuto il reddito disponibile e cercato di contenere l’impatto della recessione sull’occupazione, incoraggiando l’uso della cassa integrazione guadagni. La perdita di occupazione ha riguardato soprattutto i giovani che vivono in famiglia, rendendo meno duro l’impatto complessivo della crisi sulle condizioni dei bilanci familiari."

Giovannini ha sottolineato la necessità di non soffermarsi soltanto sulle difficoltà e le incertezze del presente, ma di guardare alle possibili soluzioni per assicurare un orizzonte di prosperità alle generazioni attuali e a quelle future. Certo gli aspetti critici della nostra economia sono molti, a cominciare dalle caratteristiche dimensionali e di posizionamento settoriale delle imprese industriali e dei servizi, dalla bassa quota di investimenti pubblici al ritardo infrastrutturale di cui soffre il Paese. Per non parlare delle debolezze del sistema formativo delle giovani generazioni e degli adulti, dal sottoutilizzo delle risorse femminili al sottoinquadramento sul posto di lavoro che interessa oltre 4 milioni di persone e configura uno spreco di capitale umano inaccettabile. Ai giovani di oggi è chiesto un impegno straordinario e difficilissimo.

"Aiutare il Paese a preparare gli anni a venire – ha concluso Giovannini – è altrettanto importante quanto gestire le emergenze attuali: tra i due obiettivi non c’è alcuna contraddizione". La sostenibilità economica, sociale e ambientale si costruisce oggi, facendo scelte di investimento e di impiego delle risorse disponibili coerenti con una visione a lungo termine del progresso della nostra società.

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