SOCIETA’. Rapporto Onu sulle droghe: cresce il mercato delle sintetiche. Commento di Aduc

Mentre i mercati delle droghe "tradizionali", cioè quelli di eroina, cocaina e marijuana ristagnano, quello delle droghe sintetiche si sviluppa sempre di più, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. E’ quanto dice il "Rapporto mondiale sulla droga 2009" dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), lanciato oggi a Washington dal Direttore esecutivo di UNODC, Antonio Maria Costa e dal nuovo Direttore dell’Ufficio Nazionale anti-droga degli Stati Uniti, Gil Kerlikowske.

Dal documento Onu emerge che la produzione globale di cocaina è scesa a 845 tonnellate, la più degli ultimi 5 anni; la marijuana rimane la droga più coltivata e usata in tutto il mondo. In termini di consumo, i mercati mondiali piu’ grande della marijuana (Nord America, Oceania e Europa occidentale), della cocaina (Nord America e qualche parte dell’Europa occidentale) e dell’eroina (Sud-Est Asiatico e Europa occidentale) sono tutti stabili oppure in calo. I dati per i Paesi in via di sviluppo sono meno chiari.

Le tendenze delle droghe sintetiche -amfetamine, metamfetamine e ecstasy- sono miste. L’uso si è stabilizzato nei Paesi sviluppati. Nel mondo in via di sviluppo, c’e’ preoccupazione che la produzione e la consumazione stiano crescendo, benche’ i dati sono limitati. La produzione, prima limitata al domicilio, ora è un grande business. Laboratori industriali nel Sud-Est Asiatico -particolarmente nella sub-regione del Grande Mekong- stanno producendo grandi quantita’ di pasticche di Crystal Meth e una varieta’ locale chiamata Ketamina. Alcuni Paesi dell’Unione Europea sono i maggiori fornitori di ecstasy.

Il Rapporto Onu dedica particolare attenzione all’impatto della criminalità connessa alla droga ed esorta i governi del mondo ad un maggiore investimento nel controllo del crimine e nelle terapie dei tossicodipendenti.

Secondo l’Aduc questo rapporto è "la mappa di una sconfitta che il presidente Unodc porterà al G8 di Trieste il prossimo 27 giugno, riconoscendo che i controlli hanno generato un illecito mercato nero di proporzioni macro-economico che utilizza violenza e corruzione. Tuttavia – scrive l’Aduc in una nota – per Costa legalizzare la droga per eliminare questa minaccia sarebbe un errore storico. Le droghe illegali costituiscono un pericolo per la salute. Ecco perché la droga è, e deve rimanere, controllata".

"E’ evidente che il nostro Costa, pur di mantenere le posizioni che ha, è disposto a mettersi la benda sugli occhi e non vede che i danni della illegalità delle sostanze sono maggiori rispetto ai danni delle sostanze in sé. Non solo – aggiunge l’Aduc – ma, per esempio, non considera il confronto in corso in Paesi come lo Stato della California, dove la legalizzazione della marijuana, oltre che un vantaggio per le questioni di ordine pubblico, e’ considerata un vantaggio per la quantita’ di introiti fiscali che porterebbe, tali da sanare i bilanci in rosso. Ma Costa e l’Unodc sono altra cosa rispetto al governatore Arnold Schwarzenegger. Ma sono molto simili – conclude l’Associazione dei consumatori – per esempio, a quei governanti e politici italiani che, pur sostenendo pubblicamente la loro contrarietà a qualunque forma di legalizzazione e riduzione del danno, sono ogni tanto beccati a far uso di droghe illegali… che sono gli stessi politici che finanziano l’Unodc".

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