SOCIETA’. Rapporto Svimez, tracolla il Sud. Consumatori: “Così si manda a picco il Paese”

Il Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno snocciola una serie di dati allarmanti che fotografano il gap del Sud rispetto al resto del Paese: il 21% della popolazione non ha avuto i soldi per il riscaldamento, il 20% i soldi per andare dal medico, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di mille euro al mese, un dato quasi tre volte superiore rispetto al resto d’Italia, e quasi la metà delle famigli (44%) non è stata in grado di affrontare una spesa imprevista di 750 euro.

La presentazione del Rapporto è stata accompagnata da un messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "I risultati complessivamente insufficienti delle politiche seguite in passato e la presenza di significative inefficienze rendono necessario un ripensamento e possono anche spingere ad una profonda modifica delle modalità e dello stesso impianto strategico degli interventi di sviluppo – si legge nel messaggio – Ma è un fatto che il Mezzogiorno può contribuire, attraverso la piena messa a frutto delle sue risorse, alla ripresa di un più sostenuto e stabile processo di crescita dell’economia e della società italiana fondato anche su una strategia di leale e convinta collaborazione tra le Regioni e lo Stato". Napolitano ha inoltre ribadito la necessità di "rafforzare la consapevolezza del legame inscindibile tra sviluppo del Mezzogiorno e il complessivo rilancio dell’economia italiana".

Preoccupati sono i Consumatori. "Mandare a picco il Sud, infatti, significa mandare a picco l’intero Paese", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano la "presenza di una disoccupazione galoppante, accompagnata dalla crescita della cassa integrazione, e dalla contrazione dei consumi, che interessa sempre più il versante della qualità, e non solo quello della quantità. In questo contesto la depressiva manovra economica del Governo aggraverà ulteriormente la situazione, andando ad incidere sui redditi già duramente compromessi delle famiglie a reddito fisso, con ricadute di 533 euro annui".

Le due associazioni chiedono dunque di uscire dalla crisi partendo dallo sviluppo del Sud: "Il Governo, infatti, oltre a pensare al dovuto risanamento dei bilanci, dovrebbe puntare allo sviluppo del Paese, partendo proprio dal Mezzogiorno, da un lato attraverso un rilancio della domanda di mercato, dall’altro sostenendo gli investimenti per lo sviluppo tecnologico, e la dotazione di infrastrutture all’altezza dei tempi, affrontando ad esempio la questione della banda larga e dell’adduzione dell’acqua".

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