SOCIETA’. Rapporto Ue 2007 sui sistemi di insegnamento: progressi lenti ma continui

Nel 2008 i Paesi dell’Ue hanno compiuto progressi nel campo dell’insegnamento avvicinandosi sempre di più agli obiettivi fissati per il 2010 dalla strategia di Lisbona. La Commissione Ue ha pubblicato oggi un rapporto annuale, fondato su 16 indicatori e 5 criteri di riferimento adottati dal Consiglio europeo nel 2007, che esamina le performance di ogni Stato membro in domini chiave quali il miglioramento degli studi secondari, l’abbandono scolare precoce, la padronanza nella lettura, il numero di diplomi in matematica, scienze e tecnologie e la partecipazione degli adulti a programmi di educazione e formazione, durante tutto il corso della vita.

Il risultato principale è stato che nel 2008 tutti i Paesi europei hanno compiuto dei progressi in tutti questi campi, tratte che nella padronanza della lettura. Il miglioramento però, anche se continuo dal 2000, è lento ed è necessario accelerarlo. Comunque i risultati globali dell’Ue si posizionano allo stesso livello di quelli ottenuti dalle nazioni migliori al mondo nel settore dell’insegnamento.

Il Commissario Ue responsabile dell’educazione, formazione, cultura e gioventù, Jan Figel, ha affermato: "Circa un terzo della mano d’opera europea possiede una formazione equivalente al primo ciclo di insegnamento secondario e un quarto dei 15enni europei ha deboli competenze nel campo della lettura. Nel momento in cui l’Europa si trasforma sempre di più in una società della conoscenza in un mondo globalizzato fortemente concorrenziale, milioni di europei si troveranno di fronte a grandi difficoltà, soprattutto nel trovare lavoro. Gli Stati membri hanno lanciato processi di riforma a lungo termine e, sebbene i progressi siano lenti e gli obiettivi lontani, la via intrapresa è generalmente quella giusta".

Il testo integrale del Rapporto è disponibile cliccando qui

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