SOCIETA’. Record di esportazioni e giovani all’estero. Censis fotografa segmenti vitali in Italia

Un settore ancora molto forte in Italia, grazie al quale il Paese è al 7° posto nella classifica mondiale, è quello delle esportazioni: tra il 2000 e il 2007 l’incremento dell’export italiano è stato del 93,2%, in termini nominali, inferiore soltanto a quello registrato da Cina e Germania. E’ uno dei dati significativi emersi dallo studio del Censis "L’ascesa dei segmenti vitali", presentato oggi a Roma, nell’ambito dell’annuale appuntamento di riflessione "Un mese di sociale", che quest’anno è alla ventesima edizione.

Mentre sul fronte interno l’economia italiana sembra arrancare, il nostro Paese mostra forte vitalità nella dimensione internazionale. L’Italia detiene il primato a livello europeo della presenza di imprese dell’industria high tech, con più di 33mila aziende, pari al 24% delle imprese europee del settore. Si piazza al secondo posto, dopo la Gran Bretagna, per i servizi ad alto contenuto tecnologico, con circa 97mila aziende, pari al 17,7% del totale europeo. Per quanto riguarda l’innovazione nel sistema universitario italiano, i dati mostrano, invece, una concentrazione in pochi poli di eccellenza: il 40,3% dei nuovi brevetti registrati nel 2007 in campo medico-scientifico proviene da 4 poli universitari, che hanno goduto del 18,5% dei finanziamenti ministeriali per la ricerca.

Nel tessuto sociale emergono segmenti vitali che non hanno paura di confrontarsi fuori dai confini nazionali: nel 2006 il 14,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni vantava un’esperienza di studio o di lavoro all’estero. Addirittura quasi 39mila studenti risultavano iscritti in università straniere e 16.389 erano impegnati nel programma Erasmus. Passando alla vita quotidiana, il 16,7% degli italiani si trova a vivere ogni giorno a stretto contatto con gli stranieri e la maggioranza di essi ne ricava un apporto positivo. Altro dato molto positivo per l’economia italiana è la crescita dell’occupazione, nonostante sia debole la crescita del Pil. Tra il 2002 e il 2007 l’occupazione in Italia è aumentata del 7,5%, mentre in Francia del 2,7%, in Germania dello 0,2% e nel Regno Unito del 4,6%.

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