SOCIETA’. Referendum su legge elettorale, quorum entro fine mese

Lo slogan è "firmo, voto, scelgo". L’obiettivo è abrogare la legge elettorale nota come Porcellum, responsabile di un Parlamento di nominati e non di eletti. La campagna di raccolta firme è partita: ne sono necessarie 500 mila entro fine settembre. In vista di questa scadenza, il Movimento Difesa del Cittadino ha deciso di mobilitare le sue sedi per il raggiungimento del quorum e si sta impegnando un una campagna capillare per invitare i cittadini ad andare a firmare.

Per far sì che già dalla prossima legislatura la legge elettorale sia cambiata. Si legge sul sito del referendum: "In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha più che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati". Il referendum si pone dunque l’obiettivo di tornare a un Parlamento di eletti attraverso le regole introdotte nel 1993 dal cosiddetto Mattarellum, che prevedeva un sistema misto, in base al quale i seggi di Camera e Senato vengono assegnati per il 75% mediante l’elezione di candidati in altrettanti collegi uninominali, e per il restante 25% con metodo proporzionale.

Per il presidente di MDC Antonio Longo il referendum "è un’occasione importante da non sprecare per imporre un cambiamento decisivo per la qualità della classe politica che ci rappresenta in Parlamento. Non vogliamo più deputati e senatori ‘nominati’ ma vogliamo eleggerli, sceglierli, giudicandone il curriculum e l’operato". Sul fronte della lotta ai costi della politica, l’associazione si è impegnata in Puglia e nel Lazio ottenendo l’annullamento di 11 seggi di consigliere regionale, 8 in Puglia e 3 nel Lazio, aggiuntivi rispetto a quanto previsto dai rispettivi Statuti regionali.

"L’approvazione in corso in queste ore del Dl con la manovra finanziaria – conclude Longo – dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che solo con una reazione forte dei cittadini si possono ridurre i privilegi della casta. Al di là della condivisione di merito su tutti i punti, il referendum è una occasione irripetibile per fare pressione sul Parlamento affinché riveda la legge elettorale".

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