SOCIETA’. Ricerca Censis rivela: donne moderne più libere delle loro madri

Quali differenze le donne oggi osservano tra sé e le proprie madri, quando avevano la loro stessa età? Il 60,1% delle italiane è convinta di una sostanziale continuità nei valori e sostiene che non vi siano differenze nella condivisione di principi etici solidi. Questi alcuni dei dati della ricerca condotta dalla Fondazione Schering e dal Censis presentata oggi a Roma.

Dai risultati emerge un quadro generale che appare caratterizzato nello stesso tempo da una significativa continuità nella condivisione dei valori ma anche da una marcata trasformazione degli stili di vita. Eppure la vita delle donne è cambiata: l’80% ritiene di avere più libertà individuale della madre, il 76,7% cita la libertà sessuale, e la maggioranza sente di avere più aspirazione a realizzarsi sul lavoro (66,7%) di quanto ne avesse la madre.

E’ sugli stili di vita che vengono percepite le differenze più significative. Dal tempo libero (72,8%), alla vitalità culturale (70,3%), fino alla stessa spensieratezza (64,9%) e alla qualità della vita in generale (66,4%), le donne italiane sentono di avere conquistato notevoli possibilità in più rispetto alla generazione precedente delle madri.

Lo studio ha messo in evidenza sei diverse tipologie di donne, a seconda del loro ruolo famigliare/lavorativo:

1. Donne realizzate nella famiglia e sul lavoro (20,6%). Sono felici, hanno lavori stabili, e figli, si sentono più libere e più serene delle loro madri. Si collocano nelle età intermedie, si piacciono e curano la loro vita culturale.
2. Famiglia e sacrificio (24,5%). Sono donne mature, con figli, per lo più casalinghe, che nel matrimonio hanno trovato stabilità, ma che soffrono per aver perso occasioni di realizzazione al di fuori di esso.
3. Casalinghe sognatrici (20,5%). Donne sposate, piuttosto giovani, con bassi titoli di studio e complessivamente abbastanza serene. Condividono però opinioni in controtendenza rispetto al campione a proposito dell’immagine della donna libera e delle donne single, di fatto idealizzando un modello di femminilità che non appartiene loro.
4. Fidanzate fiduciose (12,8%). Si collocano soprattutto nella classe d’età 18-25 anni, vivono con i genitori e per lo più studiano. Hanno una relazione di coppia stabile, sulla quale proiettano grandi aspettative, non hanno figli ma vogliono averne anche se temono per la loro stabilità economica.
5. Single (12,4%). Si definiscono single, questa situazione non le fa soffrire, si dicono aperte a nuove relazioni, anche se talvolta si dichiarano infelici. Hanno avuto relazioni in passato, ma in questo momento gli incontri occasionali capitano solo ad alcune. Non hanno figli ma vorrebbero averne in futuro. Spesso sono giovani, e vivono con genitori, ma rientrano in questo gruppo anche donne separate e divorziate.
6. Anziane sole (9,2%). Sono per lo più vedove, e sono nella fascia d’età più avanzata. Soffrono per la loro condizione, che chiaramente subiscono. Alcune vivono con i figli, ma per lo più sono sole e con poche relazioni sociali.

Secondo la maggioranza relativa delle italiane (42,8%) il passaggio alla piena maturità avviene attraverso l’esperienza della maternità, mentre per il 31% mediante il raggiungimento dell’indipendenza economica e abitativa ottenuta attraverso il proprio lavoro. Positiva è la valutazione del matrimonio e della relazione di coppia stabile. Dalla qualità della vita sessuale (92,1%), all’equilibrio con se stesse (89,4%), alle possibilità economiche (87,5%) le donne italiane sostengono di aver sperimentato un miglioramento della propria vita grazie al matrimonio, o alla relazione stabile che stanno vivendo.

Anche per quanto riguarda la maternità: le fidanzate fiduciose e le Single, che non hanno figli, mostrano un forte desiderio di averne in futuro, espresso dall’85,6% delle Fidanzate fiduciose e dal 60% circa delle Single.

E se un quinto delle donne italiane dichiara di non avere una vita sessuale, i dati mostrano come la maggioranza delle rispondenti sessualmente attive esprima un giudizio positivo rispetto a questo aspetto della propria vita: il 53,3% valuta infatti ottima (13,6%) o buona (39,7%) la propria vita sessuale, mentre il 18,8% la considera discreta ed il 7,9% mediocre o pessima. Le Fidanzate fiduciose (81,7%), le Casalinghe sognatrici (70,3%), le Donne realizzate (69,4%) e le donne nel gruppo Famiglia e sacrificio (50,3%), considerano ottima o buona la propria vita sessuale, contro il 13,4% delle Single.

Lo stato di salute delle donne italiane è in grande maggioranza in una condizione eccellente (12,8%) o buona (63,7%). E’ invece il 18,9% a giudicare il proprio status psicofisico mediocre, mentre il 4,6% percepisce la propria salute come non buona. Sono le Fidanzate e le Single a dichiarare una salute di ferro (nell’88,9% e nell’87,2% dei casi rispondono eccellente e/o buono), seguite dalle Donne realizzate (eccellente 9,7% e buono 70,2%).

Tre donne su quattro sono soddisfatte della propria condizione di salute. E d’altro canto la tutela del benessere psicofisico è un aspetto centrale nella vita delle donne italiane, sottolineato dalla vasta gamma di pratiche e comportamenti messi in atto a questo scopo (oltre a sottoporsi in maggioranza a controlli preventivi, tengono sotto controllo l’alimentazione, il fumo, l’alcol e lo stress mentre il 34% svolge regolarmente un’attività fisica).

 

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