SOCIETA’. Salta la concessione alle spiagge, Consumatori: “Un sussulto di responsabilità”

Salta dal decreto sviluppo la norma sui diritti di superficie delle spiagge. Governo e relatori alla Camera hanno accolto alcuni emendamenti soppressivi della norma che portava a 20 anni il diritto di superficie sugli arenili (in un primo momento la concessione era addirittura di 90 anni). La materia potrebbe essere affrontata in un altro provvedimento, con molta probabilità nell’articolo 21 della Legge comunitaria. Rimangono invece intatte le norme sui distretti turistici che, anche in questo caso, subiscono una modifica voluta dal Pd che ha richiesto che il provvedimento non riguardasse solamente le strutture turistico-alberghiere.

Federconsumatori e Adusbef accolgono positivamente questo sussulto di responsabilità. "La malsana trovata di regalare le spiagge di tutti a privati cittadini ci aveva fatto indignare, ma anche il "ridimensionamento" delle concessioni a 20 anni ci sembrava troppo lungo. Ora ci auguriamo che tale questione sarà affrontata con maggiore responsabilità e serietà, senza proposte oscene, regalie di sorta, né favori ai gestori – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Come già affermato, infatti, sarebbe più opportuno adottare misure coerenti con quanto disposto dall’UE, con concessioni che non superino i 6 anni + 6, sottoposte a gare, senza peraltro penalizzare gli investimenti fatti dagli operatori. Tutto ciò ovviamente, sottoposto a severi vincoli per la salvaguardia ambientale delle nostre coste".

Il Movimento Consumatori ritiene positiva la cancellazione della norma. "Questo stop consente di ridiscutere il tema della concessione del demanio marittimo in modo più approfondito in una logica di salvaguardia della concorrenza – sostiene Roberto Barbieri, responsabile del settore Turismo del Movimento Consumatori – La norma rappresentava soltanto una perdita per i consumatori e per il mercato poiché, senza concorrenza, i servizi scendono e i prezzi aumentano".

"Un altro successo per i cittadini. Dopo la vittoria su nucleare e acqua pubblica, la cancellazione della norma che prevedeva il diritto di superficie sulle spiagge per 20 anni, rappresenta una nuova vittoria per tutti i cittadini, gli imprenditori onesti e per coloro che hanno a cuore i beni comuni – commenta Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente – Questa estate è cominciata bene, ora avanti per liberare le spiagge dai cancelli e dal cemento". "Il vecchio decreto – ha continuato Venneri – rappresentava un’aberrazione giuridica che non accontentava nessuno. Né tanta parte degli imprenditori che hanno rischiato di venir scalzati dai grandi speculatori del settore, né cittadini e turisti, che venivano di fatto privati del diritto di fruire di un bene pubblico per eccellenza".

Secondo l’Adoc, invece, lo stop del Governo alle concessione delle spiagge ai privati si tradurrà in un nuovo aumento dei prezzi a danno dei consumatori. Già rispetto allo scorso anno i prezzi sono aumentati dell’1,5%, rispetto al 2001 del 136%. "La continua incertezza normativa sulle concessioni verrà scaricata sui bilanci familiari, con rincari dei prezzi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – i titolari degli stabilimenti, non avendo la possibilità di investire a lungo termine, riverseranno sui clienti le eventuali perdite d’esercizio. Un danno enorme anche per chi vuole investire e per l’occupazione".

Comments are closed.