SOCIETA’. Sanità, povertà e disagio economico: l’Istat fotografa l’Italia

Come stanno le famiglie italiane? Nel 2009 le famiglie in povertà relativa sono il 10,8% delle famiglie residenti, quelle in povertà assoluta il 4,7%. E la spesa sanitaria delle famiglie ammonta in media a quasi 1.200 euro a famiglia. Sono alcuni degli innumerevoli dati che emergono dalla fotografia scattata dall’Istat su tutti gli aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del Belpaese. L’Istat ha infatti pubblicato oggi "Noi Italia – 100 statistiche per capire il paese in cui viviamo", rapporto che offre un’analisi dettagliata dei diversi aspetti che caratterizzano l’Italia, comprensiva della collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali.

Focus sulla spesa sanitaria delle famiglie: "In Europa il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente. Le famiglie italiane nel 2008 hanno contribuito con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3%, in calo di quasi tre punti percentuali rispetto al 2001. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,9% del Pil nazionale e ammonta a 1.178 euro per famiglia". La spesa sanitaria complessiva rappresenta l’8,3% del Pil e viene finanziata per 6,5 punti percentuali con risorse pubbliche mentre i restanti 1,8 punti sono coperti attraverso risorse delle famiglie. Il peso della spesa delle famiglie sul Pil è leggermente più alto nel Mezzogiorno (2,0%) rispetto al Centro-Nord (1,8%). Secondo l’Istat, una possibile spiegazione sta nel fatto che dove non ci sono sufficienti risorse pubbliche, le famiglie fanno fronte ai bisogni sanitari con risorse proprie, e il peso sul reddito di tali spese è più elevato dove i bilanci familiari sono più poveri. E nel Mezzogiorno il reddito medio è più basso.

Le più generali condizioni economiche delle famiglie fanno rilevare che la povertà è legata al territorio, alla struttura familiare, ai livelli di istruzione e ai profili professionali, e naturalmente all’esclusione dal mercato del lavoro. Secondo i dati Istat, "in Italia, nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono il 10,8% delle famiglie residenti; si tratta di 7,8 milioni di individui poveri, il 13,1% della popolazione residente. La povertà assoluta coinvolge il 4,7% delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui".

C’è poi una situazione di generale "deprivazione": il 15,3% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, circa 3,8 milioni, per un totale di 9,4 milioni di individui. In questo caso, viene sottolineata una situazione di disagio che rappresenta le difficoltà del vivere quotidiano e che si affianca alle analisi sulla povertà monetaria: l’indicatore di deprivazione è marcatamente più elevato tra le famiglie con cinque componenti o più (25,5%), residenti nel Mezzogiorno (25,3), con tre o più minori (29,4), tra le famiglie che vivono in affitto (31,4).

In particolare, spiega l’Istat, "nel 2009, il 15,3% delle famiglie residenti in Italia presenta almeno tre delle difficoltà considerate (il 6,9% nel caso di quattro o più) con differenze marcate tra i diversi indicatori: il 4% delle famiglie residenti dichiara di non potersi permettere l’acquisto di una lavatrice, una televisione a colori, un telefono o un’automobile, mentre sono il 40,6% quelle che non possono permettersi una settimana di vacanza lontani da casa. Circa una famiglia su dieci dichiara di non riuscire a riscaldare adeguatamente l’abitazione e il 6,6% di non potersi permettere un pasto adeguato almeno ogni due giorni. Infine, l’11% delle famiglie residenti è rimasto in arretrato con almeno un pagamento tra mutuo, affitto, bollette o debiti diversi dal mutuo; circa un terzo non riuscirebbe ad affrontare una spesa imprevista di 750 euro".

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