SOCIETA’. Save the Children: “Correlazione tra benessere delle madri e quello dei bambini”

L’Italia è la prima nazione per il benessere dei bambini, mentre è diciannovesima nell’Indice delle Madri. E’ il dato che emerge dall’ottavo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo diffuso oggi da Save the Children alla vigilia della Festa della Mamma che dimostra come il mondo sia ancora molto lontano dal raggiungimento del quarto obiettivo del millennio: ridurre di due terzi la mortalità infantile, cioè quella dei bambini sotto i cinque anni, entro il 2015. Nel rapporto viene evidenziata la stretta correlazione tra il benessere materno e quello del bambino, tracciato un trend dei progressi fatti da alcuni paesi nel salvare le vite dei loro bambini, identificate le possibili soluzioni e stilata la classifica dei Paesi dove le mamme stanno meglio o peggio (il cosiddetto Indice delle Madri).

Nel mondo, ogni minuto una donna perde la vita durante la gravidanza o il parto, oltre 10 milioni di bambini ogni anno, una media di 28.000 bambini al giorno, muoiono prima di aver compiuto 5 anni. Ben 2 milioni muoiono durante il loro primo giorno di vita, spesso a causa di complicazioni post partum. Per quanto riguarda il nostro Paese, considerando 3 dei parametri che servono a valutare il solo benessere infantile (tasso di mortalità sotto i 5 anni; tasso di iscrizione alla scuola materna; tasso di iscrizione alla scuola superiore), l’Italia si posiziona al primo posto, seguita da Islanda, Germania, Svezia. In particolare, nel nostro paese, nel 2005, la mortalità infantile sotto i 5 anni registrava uno dei valori più bassi – 4 morti su 1000 neonati – mentre il tasso di iscrizione alla materna e alla scuola superiore si attestavano, rispettivamente, al 103% e al 99%.

"Si tratta di percentuali elevate che indicano come la pressoché totalità delle bambine e dei bambini nel nostro paese goda di buona salute e di un’adeguata istruzione."- afferma Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia – Situazione ben diversa, ad esempio, da quella dei bambini afgani, il 40% dei quali è malnutrito e solo un terzo degli iscritti a scuola è costituito da bambine".

Tornando all’indice delle madri, è analizzando alcuni degli altri parametri – cioè quelli relativi alla salute e benessere delle mamme, alla parità di genere e alla tutela della maternità – che emergono differenze e distanza fra l’Italia e i paesi che hanno guadagnato la testa della classifica. In particolare, confrontando la condizione delle mamme e donne italiane, con quella delle mamme e donne svedesi, le distanze maggiori si registrano rispetto alla salute, al ricorso alla contraccezione, alla partecipazione al governo nazionale, alle differenze di reddito con l’uomo. In Italia (nel 2005) è il 39% delle donne che fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi. Nel 2007 la partecipazione delle donne italiane al governo del paese è del 17% (questa la percentuale di posti occupati da donne) contro il 47% in Svezia. Le donne italiane (dato del 2004) percepiscono uno stipendio mediamente inferiore della metà rispetto a quello dell’uomo mentre le svedesi hanno un salario quasi identico (pari allo 0,81) a quello maschile. Per quanto riguarda i benefici per la maternità, una donna italiana in maternità prende l’80% del suo stipendio ordinario. Una donna svedese percepisce invece lo stipendio pieno.

"In Italia la salute e l’istruzione infantile sono altamente garantite, – continua Carlotta Sami, – mentre inferiori tutele e maggiore arretratezza si registrano nella condizione e salute delle mamme e delle donne. In particolare emerge con evidenza una sostanziale disparità di genere, che non si registra in altri paesi e che sta già producendo degli effetti anche sulla riduzione delle nascite".

La versione integrale del Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo 2007 è scaricabile all’indirizzo:
http://www.savethechildren.it/2003/pubblicazioni.asp?id=64

Comments are closed.