SOCIETA’. Scioperi, tre al giorno. Relazione Commissione Garanzia

Quasi tre scioperi al giorno: tra il 1 gennaio del 2005 e il 30 giugno 2006 in Italia sono state effettuate 1.590 proteste di rilevanza nazionale o locale concentrate in gran parte nei trasporti con 508 casi di fermo. E’ quanto emerge dalla Relazione a della Commissione di Garanzia sugli Scioperi presentata oggi dal Presidente della Commissione, Antonio Martone, ai Presidenti delle due Camere

Nei 18 mesi considerati – sottolinea il Garante – sono stati proclamati 2.621 scioperi (quasi cinque al giorno), 1.125 dei quali solo nei trasporti. Il settore più conflittuale è quello del trasporto aereo con 470 proclamazioni di sciopero ma è anche quello in cui pesa di più «l’effetto annuncio» con 333 casi di revoca (211 in seguito a interventi della Commissione) e 137 proteste effettuate. Nel trasporto pubblico locale (settore nel quale il contratto è scaduto da quasi un anno e per dopodomani è fissato uno sciopero generale di 24 ore senza rispetto delle fasce orarie) gli scioperi proclamati nei 18 mesi considerati sono stati 432 e 258 le proteste effettuate (184 i casi di revoca). Nel trasporto ferroviario a fronte di 152 scioperi proclamati ne sono stati effettuati 77.

Tuttavia, è necessario considerare che i dati si fermano a fine giugno e non tengono conto degli scioperi dei taxi che hanno paralizzato le città a luglio contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Il presidente della Commissione di garanzia, Antonio Martone ha sottolineato la "diffusa sofferenza" che attraversa il sistema di relazioni sindacali in presenza di un andamento sfavorevole dell’economia cui si sono aggiunte le "tensioni coincidenti con l’adozione del decreto legge sulle liberalizzazioni".

Nella relazione Martone ha sottolineato anche la "scarsa efficacia del sistema sanzionatorio (nei 18 mesi considerati solo 280.150 euro di sanzioni pecuniarie irrogate nel complesso a chi non ha rispettato le regole sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali) soprattutto nel settore del lavoro autonomo come il caso dei tassisti ha dimostrato".

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