SOCIETA’. Sciopero calciatori, Adoc: un’offesa per le famiglie in difficoltà

Scioperano anche i calciatori della serie A: il week end dell’11 e del 12 dicembre gli atleti, infatti, non scenderanno in campo a causa della mancata intesa sul rinnovo del contratto nazionale collettivo. "In questo modo si offendono migliaia di famiglie italiane che stanno lottando contro la crisi" commenta Carlo Pileri, presidente Adoc che aggiunge: "Le richieste avanzate dall’Aic possono risultare anche legittime, ma vogliamo ricordare che si sta parlando di una categoria privilegiata che guadagna, in media, il 2500% in più di un lavoratore italiano. In un periodo in cui avanza la disoccupazione, in cui i redditi e i consumi calano drasticamente e la terza settimana è diventata un problema per una famiglia su tre, crediamo che lo sciopero indetto abbia il sapore di una presa in giro per milioni di onesti e tartassati lavoratori italiani. Gli stessi lavoratori che nel calcio ripongono buona parte dei loro sollievi e dei loro momenti di felicità e distacco da una realtà che li vede economicamente in estrema difficoltà. Inoltre, lo sciopero va a creare un danno economico a quanti hanno speso parte dei loro soldi per stare vicino alla squadra del cuore, allo stadio o in televisione. Loro forse hanno meno diritti dei calciatori o forse meritano un maggiore rispetto e impegno da parte di questi ultimi? Se i calciatori vogliono far sentire veramente la loro voce, invece di mettersi a battere i piedi come grandi bambini viziati abbandonino per una settimana il loro mondo dorato e si mettano a lavorare 8-10 ore al giorno come i tifosi che li amano. Forse in questo modo capiranno com’è fatto il mondo che li circonda e che li sostiene e tante pretese probabilmente verrebbero ridimensionate".

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