SOCIETA’. Scuola, la sicurezza non corre tra i banchi

Sul portone di ingresso delle scuole italiane dovrebbe esserci la scritta: "Non aprite quella porta!" La ragione non è certo cinematografica, ma si tratta di un vero e proprio avvertimento: gli edifici scolastici sono insicuri e le aule addirittura pericolose. Invece di essere il luogo dove i figli crescono e si formano, le scuole diventano sempre di più una fonte di preoccupazione per i genitori.

Basta pensare che il 28% degli edifici scolastici italiani è del tutto fuorilegge, cioè privo delle certificazioni e dei requisiti di base previsti dalla legge 81 del 2008 sulla sicurezza. E soltanto meno della metà delle scuole (il 41%) possiede il certificato di agibilità statica, a fronte di un 42% di scuole che si trovano in zone sismiche.

E’ l’impietoso quadro che emerge dal IX Rapporto "Sicurezza, qualità e confort degli edifici scolastici" presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva. L’Associazione che da 9 anni monitora le scuole italiane, grazie alla partecipazione dei cittadini stessi, quest’anno ha analizzato 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni: Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Ogni anno il Rapporto di Cittadinanzattiva non fa che confermare i punti deboli delle scuole italiane: assenza di certificazioni, scarsa manutenzione, stato di degrado e mancanza di igiene.

Ad avere la certificazione igienico-sanitaria è solo il 40% delle scuole, ma il dato più grave è quello relativo alla certificazione di prevenzione incendi: ne è dotata una scuola su 4. Calabria e Lazio sono le Regioni fanalino di coda dal punto di vista delle certificazioni: nel Lazio solo il 25% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica e il 16,7% quello di agibilità igienico-sanitaria; in Calabria ad essere in regola con la certificazione di agibilità statica è il 35,1% delle scuole e con quella di prevenzione incendi solo il 10,4%.

A questo punto si potrebbe dire che i tragici fatti di cronaca, dal crollo del soffitto di una scuola di Rivoli al crollo della scuola di San Giuliano, per non parlare della casa dello studente de L’Aquila, non hanno insegnato nulla. Soprattutto non hanno insegnato il valore dei lavori di manutenzione che mancano nella maggior parte delle scuole : in ben 17 scuole sono state rilevate lesioni strutturali. L’89% delle scuole ha bisogno di interventi di manutenzione ordinari e il 31% di manutenzione straordinaria. Lungo i corridoi, ma anche nelle aule, nelle palestre e nei laboratori si notano in bella vista distacchi di intonaco.

Certo le scuole italiane sono vecchie: il 70% degli edifici monitorati dal Rapporto risale a prima del 1974. La percentuale nazionale supera il 50%. Se c’è un intervento urgente da fare, nessuno si muove. Forse perché non ci sono soldi, ma forse anche perché c’è una bassa attenzione verso la scuola e verso i ragazzi che ci passano diverse ore e diversi anni della loro vita. I bagni sono sporchi e spesso manca il sapone o la carta igienica.

Se poi ci sono degli alunni disabili, la scuola diventa un vero e proprio luogo da evitare: nel 13% delle scuole esaminate da Cittadinanzattiva ci sono barriere architettoniche che rendono impossibile lo spostamento o addirittura l’accesso dei disabili in alcuni luoghi dell’edificio, dal cortile alla palestra, dalla mensa alla segreteria. Soltanto l’11% delle scuole dispone di un’apposita entrata priva di ostacoli.

Da non dimenticare il problema del sovraffollamento che ormai ha regalato alle classi l’epiteto di pollai: nonostante la class action contro le classi pollaio sia stata vinta dal Codacons, dal Rapporto emerge che le classi con più di 30 alunni sono 21 su 1234, ossia l’1,7%. Il Ministero dell’Istruzione ha dichiarato che, quest’anno, il numero di classi oltre i parametri stabiliti è pari allo 0,6%, che vuol dire 2.220 aule affollate, per un totale di oltre 66mila studenti! Tra qualche giorno, precisamente il 28 settembre, si saprà se il Ministero verrà commissariato o se riuscirà ad elaborate un Piano straordinario per portare la situazione nella norma.

"I dirigenti scolastici erano gli unici che potevano opporsi al sovraffollamento delle aule" ha precisato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola Cittadinanzattiva, ricordando che le responsabilità ci sono e non devono perdersi nei vari passaggi di persone e incarichi. Ognuno deve fare qualcosa per rendere la scuola un luogo piacevole, dove i ragazzi possono trascorrere la maggior parte della giornata senza rischiare incidenti. Pwerché la scuola è una comunità e far bene a lei vuol dire far bene al Paese.

di Antonella Giordano

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