SOCIETA’. Segnalazione Antitrust: pediatri, serve più concorrenza

Ripensare le modalità di calcolo per individuare il numero di pediatri di base in un dato ambito territoriale e garantire così maggiore concorrenza nel settore, perché sia ampliato il numero di pediatri che garantiscono assistenza: è quanto chiede l’Autorità Antitrust in una segnalazione inviata al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e al Presidente della Regione Lombardia.

"In primo luogo l’Autorità auspica un ripensamento, a livello nazionale, sulle modalità di calcolo del rapporto ottimale per l’individuazione del numero dei pediatri di base attivi in un dato ambito territoriale, al fine di rendere coerente la base di calcolo dello stesso con il numero dei bambini effettivamente assistiti dai pediatri di base – afferma l’Autorità – Un ripensamento su tale profilo garantirebbe un aumento del numero dei pediatri di base attivi con miglioramento dell’offerta e del benessere degli utenti. Inoltre, l’Autorità ritiene opportuno richiamare la Regione Lombardia sulla necessità di ridurre l’entità della deroga del massimale dei pediatri di base, fissata all’Accordo collettivo regionale della Lombardia in 1.400 unità, potendo un massimale così ampio restringere la concorrenza tra professionisti. La riconduzione del massimale almeno alla previsione generale stabilita nell’Accordo collettivo nazionale (di 800 assistiti) permetterebbe alle ASL, in particolare alla ASL Milano, di aumentare il numero di professionisti che possono esercitare la professione di pediatra di base, inserendo i pediatri, che hanno fatto domanda e che si trovano in graduatoria utile, negli appositi elenchi dei pediatri convenzionati con il SSN".

La segnalazione scaturisce infatti dal caso di Milano, dove l’Autorità – a partire dalla segnalazione di una utente – ha riscontrato restrizioni all’accesso alla professione e una distorsione della concorrenza. Il numero dei pediatri di base viene determinato su un rapporto di 1 pediatra ogni 600 residenti fra 0 e 6 anni, ma di fatto è maggiore perché la prassi prevede che vengano seguiti bambini fino a 14 anni. In Lombardia, il carico è stato aumentato fino a 1400 assistiti per pediatra, ma per l’Autorità questo "non risolve il problema della scarsità dell’offerta" perché le Asl finiscono per aumentare il numero di assistiti invece di aumentare il numero dei professionisti attivi.

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