SOCIETA’. Sequestrati siti aste on line. Soddisfazione Adoc

Quattro siti Internet sequestrati e 13 perquisizioni fra Milano, Brescia, Arezzo, Varese e Torino eseguite da finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Milano nei confronti di persone e aziende che gestivano "aste al ribasso" online senza le dovute autorizzazioni. In questi siti, in crescita su Internet, dopo aver pagato un gettone di ingresso si può partecipare a un’asta. Al contrario delle altre aziende di aste online, in questo caso vince chi fa l’offerta più bassa, i premi vanno dai cellulari alle auto. L’accusa per i gestori è esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa.

L’Adoc si congratula con la polizia tributaria di Milano: "Accogliamo con soddisfazione il sequestro, da parte della poliziatributaria di Milano, dei siti internet delle aste al ribasso, vere e proprie "lotterie mascherate" che hanno truffato migliaia di consumatori – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – le aste al ribasso funzionano in base a un meccanismo secondo cui, pagando un costo d’ingresso medio di 2 euro, è possibile vincere il prodotto messo all’asta realizzando l’offerta unica più bassa. Prevedendo una tassa d’ingresso non possono essere considerate aste bensì gioco d’azzardo, anche perché è raro se non impossibile che il giocatore occasionale, che punta una sola volta, possa aggiudicarsi l’oggetto dell’asta. Difatti, spesso a vincere sono solo i giocatori abituali, che spendono centinaia di euro ad asta. Le aste al ribasso, alla pari di altri giochi d’azzardo, provocano inoltre dipendenza e ossessione compulsiva, in quanto non c’è un limite massimo di spesa e offerta raggiungibile. Con il risultato che circa il 5% dei giocatori di aste al ribasso, secondo le nostre stime sono circa 700mila gli italiani che hanno partecipato almeno una volta l’anno ad un’asta al ribasso, spende circa 1500 euro al mese senza aggiudicarsi nessun oggetto. Molti consumatori, inoltre, lamentano il fatto che i prodotti vinti non sono mai arrivati o sono arrivati con forte ritardo o danneggiati. Alla luce dei sequestri e delle perquisizioni effettuate, stiamo valutando la possibilità di costituirci come parte civile in un eventuale processo penale. Bisogna operare un controllo serrato sul fenomeno delle aste al ribasso, che deve essere inquadrato come gioco d’azzardo e quindi sottoposto ad autorizzazione dell’autorità competente".

 

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