SOCIETA’. Servizi pubblici locali, Trincia (Cittadinanzattiva) scrive al Corriere

Pubblichiamo integralmente la lettera che Giustino Trincia, responsabile politiche consumatori di Cittadinanzattiva, ha inviato al Corriere della Sera in risposta all’editoriale di Francesco Giavazzi dedicato a "La rendita dei Comuni".

 

Caro Giavazzi,
apprezzo molto i suoi interventi, come quello odierno sui servizi pubblici locali. Condivido molto quanto lei sostiene a proposito delle deroghe alla procedura di gara introdotte dall’art.23-bis del decreto fiscale dello scorso 1 luglio e l’auspicio che il Comune di Roma potrebbe iniziare ad invertire la rotta. Altro che vittoria del federalismo! Queste deroghe favoriscono in realtà quel partito trasversale degli amministratori pubblici locali che da decenni si oppongono ad ogni cambiamento che possa solo scalfire equilibri di potere puntualmente poi pagati dalle comunità locali in termini di efficacia, efficienza e deficit di bilancio.

Non condivido invece l’automatismo che lei fa tra basso livello delle nostre tariffe per l’acqua e i rifiuti e, rispettivamente, eccesso di consumo di acqua e di produzione di rifiuti. Certo c’è una correlazione tra i due aspetti, ma essa è una tra le tante. Come si fa poi a legittimare ulteriori aumenti di quelle tariffe dei servizi pubblici locali che da cinque anni sono in costante aumento, contribuiscono per circa il 7% alla crescita dell’inflazione e in un periodo nel quale si è molto ridotto il potere di acquisto per decine di milioni di cittadini? Perché non ricordare anche il drammatico deficit di controlli e di valutazione di questi servizi? Mi colpisce molto, a questo riguardo, che non abbia minimamente citata l’unica vera riforma dei servizi pubblici locali fin qui introdotta in Italia, basata sul riconoscimento di nuovi strumenti e opportunità d’intervento dei cittadini consumatori. Mi riferisco al comma 461 dell’articolo 2 della Legge n.244 del dicembre 2007 (Legge Finanziaria 2008).

Quella riforma, per quanto parziale, obbliga i comuni e le aziende dei servizi pubblici locali ad emanare una "Carta della qualità dei servizi" da redigere e pubblicizzare sulla base di intese con le Associazioni di tutela dei consumatori e con le Associazioni imprenditoriali interessate, contenente standard di qualità e di quantità e le modalità di accesso alle informazioni, per fare reclamo, per accedere alle procedure di conciliazione e a quelle giudiziarie e al ristoro parziale o totale; a consultare obbligatoriamente le Associazioni dei consumatori e degli utenti; prevedere la periodica verifica, con la partecipazione delle Associazioni dei consumatori ed egli utenti, dell’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi dei servizio erogato (ma ogni cittadino può presentare osservazioni e proposte); a prevedere un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte della qualità dei servizi, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’ambito territoriale ottimale, con la partecipazione delle Associazioni dei consumatori e degli utenti ed aperto alle osservazioni e proposte di ogni singolo cittadino; istituire una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei consumatori, nella quale si tenga conto dei reclami, delle proposte e delle osservazioni presentate dai cittadini. Non crede quindi che introdurre finalmente la figura dei cittadini-consumatori attivi con nuovi strumenti d’intervento e di "regolazione" del mercato, possa essere l’altra faccia della medaglia di quello per cui lei argomenta con tanta efficacia?

Giustino Trincia – Responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva

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