SOCIETA’. Si è concluso “Scrivo dunque sono”, il progetto dell’Auser per l’invecchiamento sano

Sono stati 127 gli anziani che hanno partecipato al progetto dell’Auser "Scrivo dunque sono", finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con lo scopo di aiutare gli anziani a vivere un invecchiamento sano, anche attraverso il racconto di sé. L’esperienza si è conclusa oggi a Roma con il Convegno di presentazione dei risultati raggiunti.

L’età media dei partecipanti è stata di 73 anni e il sesso più rappresentato quello femminile. Livello di istruzione: dalla licenza elementare alla laurea. Estrazione sociale: dall’operaio al professionista, passando per insegnanti, impiegati, casalinghe, commercianti, poliziotti. "Giovani" neo pensionati fianco a fianco ad over 80, hanno avuto la possibilità di mettere se stessi "nero su bianco". Tre le realtà coinvolte: Roma, Imperia e la Versilia.

"Sono anni che non prendo la penna in mano"è stato il refrain che ha accompagnato l’inizio di questo progetto e gli ostacoli da superare all’inizio non sono stati pochi; molti anziani consideravano la scrittura qualcosa di "alto" e irraggiungibile.

Una volta superata l’ansia dell’ortografia e degli errori di grammatica, chiarito che nessuno avrebbe messo voti o dato giudizi, gli anziani hanno cominciato a vedere nella scrittura il piacere anziché lo sforzo, la gratificazione anziché la frustrazione, la chiave per esprimersi. Il tutto condito con il piacere di stare insieme, di fare nuove conoscenze, di uscire di casa, di comunicare con altri e con loro condividere un’attività creativa.

E siccome da cosa nasce cosa "salire un gradino suscita la voglia di salirne un altro", molti hanno deciso di avvicinarsi per la prima volta al computer. Quello che è venuto fuori non sono stati esercizi di "bella scrittura", ma lo sprigionarsi di energia e creatività.

"La scrittura è stata solo un pretesto, uno strumento, per convincere e stimolare gruppi di anziani a ridiventare o restare protagonisti della loro vita – sottolinea Mirella Lattanzi responsabile del progetto – attraverso la scrittura si intendeva far riaffiorare nei gruppi di partecipanti la capacità di relazione, le esperienze, la creatività, l’immaginazione, le capacità cognitive per consentire alla fine l’emersione di consapevolezza di sè, autostima, condivisione, capacità progettuale. Migliorare insomma la qualità della vita."

"Questo progetto – ha detto nelle conclusioni Michele Mangano presidente nazionale Auser – ha liberato risorse umane, rstituito fiducia ad un futuro che si può progettare, non solo per se stessi, ma anche per il bene della comunità in cui i protagonisti vivono".

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