SOCIETA’. Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato

Difesa del diritto d’asilo come riparo e aiuto umanitario. E’ questo il tema della Giornata Mondiale del Rifugiato, organizzata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che si celebra oggi e in occasione della quale l’Anci ha reso noto i risultati della ricerca ”I numeri dell’accoglienza” , realizzata dal Servizio centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). Lo rende noto l’Anci in un comunicato.

Nel 2007 lo SPRAR ha accolto 6.284 persone, il 15% in più dell’anno precedente. Si tratta in prevalenza di uomini adulti tra i 18 e i 40 anni (78%), provenienti principalmente da Eritrea (21%), Afghanistan (12%) ed Etiopia (8%).

La Regione più "accogliente"? Il Lazio con il 27% del totale delle persone accolte. Seguono la Lombardia e la Sicilia con il 13%, l’Emilia Romagna con il 6% e la Puglia con il 5%.

"La crescita del Sistema di protezione nel 2007 – ha detto il Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell’ ANCI, con delega sull’immigrazione, Fabio Sturani – è un risultato importante, sul quale però non possiamo adagiarci. Al contrario, dobbiamo continuare a lavorare efficacemente insieme al Ministero dell’Interno per rafforzare ulteriormente il sistema nazionale, perchè sono ancora migliaia le persone che rimangono fuori dal circuito dell’accoglienza. E’ per loro che dobbiamo, Autonomie locali e Stato centrale insieme, continuare a impegnarci congiuntamente”.

Infine, l’Anci sottolinea che nel 2007, a seguito anche delle disposizioni di una direttiva del Ministero dell’Interno entrata in vigore nel marzo 2007, è aumentato il numero dei minori non accompagnati richiedenti protezione accolti nello SPRAR. Dai 31 minori segnalati al Servizio centrale all’inizio del 2007, al 31 dicembre dello stesso anno si sono registrate segnalazioni per 295 minori, per 197 dei quali si è provveduto a una sistemazione all’interno del Sistema di protezione. Si tratta prevalentemente di ragazzini di sesso maschile (96%), provenienti soprattutto da Afghanistan (54%), Somalia (12%) ed Eritrea (10%).

 

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