SOCIETA’. Sicurezza sul lavoro, CODICI: è strage in Puglia

E’ un bollettino di guerra. E il dramma prosegue inesorabile. Nel primo semestre 2008 sono stati 16 i morti sul lavoro in Puglia, con un’escalation impressionante in queste ultime settimane: ne è un esempio l’ennesimo incidente occorso nel barese. La denuncia viene dal CODICI, secondo cui la regione del Tavoliere è particolarmente colpita dal fenomeno. Per porre un freno alla strage, l’associazione chiede più educazione alla sicurezza e maggiori controlli sul territorio.

Operai, manovali, braccianti agricoli. Molteplici sono le categorie di lavoratori vittime di incidenti più o meno gravi. Si tratta in ogni modo di attività fra le più umili e faticose, svolte in gran parte da soggetti particolarmente vulnerabili (immigrati, assunti a termine e irregolari). dall’Osservatorio di CODICI emerge un quadro desolante: "sfruttamento, tipologie contrattuali precarie, ritmi di lavoro prolungati ma, soprattutto, scarsa manutenzione degli impianti, delle infrastrutture unita alla poca educazione e formazione del lavoratore".

"La legge c’è ma da sola non basta – afferma l’avv. Manuela de Nichilo, Coordinatrice regionale di Codici Puglia – con tale provvedimento l’applicazione delle norme che disciplinano la salute e la sicurezza dei lavoratori viene estesa a tutti i prestatori di lavoro, siano essi dipendenti, autonomi ed equiparati, comprese le categorie di più recente diffusione dei lavoratori flessibili o occupati attraverso telelavoro; il provvedimento ridetto mira a promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro ed esplicitare il concetto di salute del lavoratore e del cittadino, in accordo con le direttive dettate dall’atto costitutivo dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità), come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità".

"Assieme alla legge, però, – prosegue l’AVV. de Nichilo – è necessario un cambiamento più profondo, della cultura e anche del sistema economico del nostro Paese. Nessuna legge sarà sufficiente a combattere la piaga degli infortuni sul lavoro, se la priorità assoluta resta per la grande maggioranza delle imprese quella di comprimere sempre e comunque i costi e i tempi, anche quando questo va a scapito di un tema così importante come quello della sicurezza". Secondo l’associazione, occorrono strumenti in grado di diffondere la cultura della legalità. Indispensabile inoltre aumentare l’attività di controllo da parte degli organi preposti.

 

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