SOCIETA’. Stalking, Adoc: social network nel mirino

La Cassazione, con la sentenza 32404, ha stabilito che anche su Facebook si può configurare reato di stalking. Per la Suprema Corte, infatti, la "condotta persecutoria e assillante" fatta attraverso il social network costituisce una vera e propria molestia. Per Adoc, che da tempo si occupa di casi simili, il fenomeno del cyberstalking va sempre più aumentando.

"Non solo su Facebook, il cyberstalking è presente in tutti i social network maggiormente utilizzati e nei blog personali, rappresentando il 15% circa dei casi di stalking trattati dagli sportelli anti-stalking dell’Adoc – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – la Cassazione ha giustamente e finalmente riconosciuto come fattispecie di reato di stalking la condotta persecutoria e assillante operata via web. L’Adoc già da tempo sta trattando casi del genere, che sono purtroppo un fenomeno in aumento, nell’ultimo anno abbiamo registrato un incremento del 5% di condotte persecutorie e assillanti operate in questo modo. Un caso molto grave di stalking sui social network è rappresentato dalla creazione di pagine false, in questo caso le opinioni espresse o le foto condivise dal falso proprietario potrebbero provocare un forte disagio sociale alla vittima, tanto da sfociare in stress, ansia o depressione. Non solo social network e blog, altre forme diffuse di stalking telematico sono rappresentate dalla posta elettronica, mezzo utilizzato soprattutto per insulti e diffamazioni e che concerne il 25% dei casi di stalking, e dal furto d’identità o di personalità (20% dei casi), che può avere conseguenze gravi anche sul piano economico, o l’essere sommersi da valanghe di comunicazioni commerciali.

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