SOCIETA’. Terra Futura, la richiesta: tassare dello 0,05% le transazioni finanziarie

Da Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che si è chiusa ieri a Firenze, Banca Etica, Cisl, Acli e Arci chiedono di approvare una mini-tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie, per "frenare le speculazioni e finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione". Il gettito stimato sarebbe di almeno 655 miliardi l’anno su scala mondiale.

Affermano i promotori: "Una mini tassa dello 0,05% su ogni transazione finanziaria potrebbe dare una significativa boccata d’ossigeno alle casse pubbliche dei Governi occidentali, messe a dura prova dai salvataggi bancari del 2008/2009 e dalle misure necessarie per contrastare la crisi economica. Il gettito stimato ammonterebbe a 655 miliardi di dollari annui su scala mondiale da utilizzare per rilanciare le politiche sociali, ambientali e di cooperazione allo sviluppo". La richiesta, avanzata dalle organizzazioni promotrici di Terra Futura, è condivisa dalle principali reti di ONG e associazioni: da Social Watch a Focsiv, dal WWF a Legambiente, da Attac all’Azione Cattolica, da Manitese alle associazioni di consumatori (Adiconsum a Cittadinanzattiva), che insieme a molti altri soggetti chiedono che i costi della crisi siano pagati almeno in parte da quei mercati finanziari che hanno contribuito massicciamente a scatenarla.

Il presidente di Banca popolare Etica, Ugo Biggeri ha ricordato che "oggi il clima politico a livello internazionale sembra finalmente favorevole all’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. La crisi ha posto sotto gli occhi di tutti gli effetti devastanti della finanza speculativa. Noi che da oltre 10 anni pratichiamo e sperimentiamo la finanza etica in Italia e ci battiamo contro le speculazioni guardiamo con estremo interesse alle posizioni dei molti Capi di Stato e di Governo che si sono detti favorevoli a questa misura di regolamentazione politica della finanza. Economisti di primo piano quali il premio Nobel Joseph Stiglitz stanno rilanciando a livello globale la tassa sulle transazioni, i capi degli esecutivi di Inghilterra, Francia, e Germania si sono dichiarati favorevoli; lo stesso vale per il Consiglio d’Europa, e il Parlamento Ue. A livello internazionale si stanno già mobilitando molte campagne. Siamo convinti che sia il momento di agire anche in Italia".

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