SOCIETA’. Un progetto per il reinserimento lavorativo dei beneficiari dell’indulto

Dopo quelli avviati da qualche settimana a Torino, partono 6 tirocini finalizzati all’assunzione a Firenze e Venezia (rispettivamente 2 e 4) per altrettanti detenuti beneficiari dell’indulto, nell’ambito del progetto ‘Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto’, promosso dal Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e realizzato, con l’assistenza di Italia Lavoro, dalle amministrazioni provinciali e comunali con la collaborazione delle amministrazioni penitenziarie territoriali.

I due tirocinanti fiorentini, due giovani uomini (età media 35 anni), andranno a lavorare nella manutenzione del verde e facchinaggio presso una cooperativa sociale. A Venezia, invece, i quattro tirocinanti, tra cui una donna nigeriana, in regola con il permesso di soggiorno, sono di età compresa tra i 40 e i 45 anni. La cooperativa sociale ospitante in questo caso si occupa di servizi vari, dalla manutenzione delle spiagge (ad esempio al Lido di Venezia) a servizi di lavanderia, anche per il carcere. Entro maggio altri due tirocini saranno avviati nel capoluogo toscano.
Sia a Firenze che a Venezia le cooperative si sono dette pronte a trasformare i tirocini in assunzione stabile.

A Firenze i beneficiari dell’indulto sono stati complessivamente 503, a Venezia 256; a questo potenziale bacino si rivolge il progetto, che coinvolgerà 14 aree metropolitane nazionali (Torino, Milano, Venezia, Genova, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Palermo) e che mira a promuovere il re-inserimento lavorativo per complessivi 2000 ex detenuti selezionati dagli sportelli territoriali presso i Centri per l’impiego, attraverso la possibilità di seguire tirocini formativi di 6 mesi. Per i tirocinanti è previsto un sostegno al reddito pari a 450 euro mensili per la durata del tirocinio; ma anche le aziende e le imprese cooperative che li ospiteranno riceveranno un contributo di 1.000 euro per le attività di formazione, a fronte di assunzioni a tempo determinato di almeno 12 mesi o a tempo indeterminato. Qualora un’azienda dovesse assumere un tirocinante prima della fine del suo percorso formativo, i contributi mensili per i mesi di tirocinio non svolti andranno all’impresa stessa.

 

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