SOCIETA’. Un’altra Europa è possibile al Social Forum in Svezia (17-21 settembre)

"Un’Europa diversa è possibile!", è lo slogan della quinta edizione del Social Forum Europeo che è iniziato il 17 settembre e si concluderà domenica 21 a Malmo, in Svezia. Versione regionale del Social Forum Mondiale, che si è tenuto per la prima volta a Porto Alegre nel 2001, è alimentato da uno spirito di reazione allo sviluppo che ha creato nel mondo ingiustizie considerevoli tra i paesi e addirittura all’interno di uno stesso paese. E’ un grande evento intereuropeo che da 5 anni riunisce organizzazioni no profit e movimenti sociali che rifiutano la globalizzazione liberista e si battono per difendere i diritti dei popoli di tutto il pianeta.

Il primo Social Forum Europeo risale al 2002 a Firenze e da allora si è messa in moto una forza mondiale in grado di cambiare un’evoluzione nefasta. I forum sociali non sono degli organi politici che prendono decisioni politiche; la loro forza creatrice risiede negli incontri, nelle assemblee e nelle strategie alternative che propongono; sono luoghi aperti con un unico punto in comune: la convinzione che un’altra Europa è possibile, anzi indispensabile per il mondo intero, dove il fondamentalismo del neoliberalismo cede il posto ad una democrazia popolare, fatta di giustizia, solidarietà e sviluppo sostenibile.

"L’Europa della società civile ribadisce ancora una volta in questo forum la sua volontà di stare al timone nella battaglia al mutamento climatico ma per farlo c’è bisogno di rilanciare il ruolo di protagonismo dei movimenti sociali e recuperare il rapporto con la politica che la fase di crisi della sinistra internazionale ha profondamente provato". E’questo il giudizio di Maurizio Gubbiotti responsabile del Dipartimento internazionale di Legambiente sul Forum Sociale Europeo. "I cambiamenti climatici rappresentano la principale battaglia che il mondo dovrà affrontare nei prossimi anni – ha dichiarato Gubbiotti – ma se in Europa e in Italia questo significa investire con più forza nella riconversione dei propri sistemi energetici attraverso una politica basata sui pilastri del risparmio energetico, dell’efficienza e della tecnologia delle fonti rinnovabili, in molti paesi, soprattutto in quelli in via di sviluppo, questo significa combattere con ogni mezzo contro le disastrose conseguenze dei fenomeni climatici estremi: carestie e siccità, alluvioni e uragani stanno condannando milioni di persone all’emigrazione forzata dai luoghi d’origine alla ricerca di luoghi più ospitali e per accedere adeguatamente alla risorsa acqua, sempre più scarsa e difficilmente raggiungibili per tutti. I diritti basilari di milioni di persone risultano quindi gravemente minacciati dagli effetti di comportamenti irresponsabili e del consumo sfrenato e incosciente delle risorse naturali".

A conclusione del seminario conclusivo di oggi, Gubbiotti ha espresso soddisfazione per la grande partecipazione e perché si è riusciti a delineare gli appuntamenti e gli impegni concreti in previsione dell’appuntamento Cop 15 di Copenhagen nel 2009, a partire dalla organizzazione e partecipazione alla manifestazione internazionale che si terrà in Polonia".

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