SOCIETA’. Un’altra Finanziaria è possibile

Tassa patrimoniale, progressività delle aliquote, riduzione delle spese militari, fine della missione in Afghanistan, un no deciso alle grandi opere, ai fondi destinati alle scuole private, ai Centri di Identificazione ed Espulsione. E un nuovo welfare che preveda la realizzazione di più asili nido, "piccole opere", ferrovie locali, Fondo nazionale per le politiche sociali, sostegno all’affitto e al potere di acquisto delle famiglie, politica per la pace. E il sostegno alla proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,05%. La campagna Sbilanciamoci! presenta la sua contromanovra finanziaria per il 2011: quest’anno l’usuale rapporto su "come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente" vale 25 miliardi 596 milioni e prevede interventi per scuola e università, politiche sociali e lavoro, energie pulite, tagli alla spesa pubblica e la tassazione di patrimoni e transazioni finanziarie speculative.

La contromanovra è stata presentata oggi a Roma in Senato. Ha detto il portavoce della campagna Sbilanciamoci! (che raccoglie numerosissime organizzazioni della società civile impegnate a favore di un’economia di giustizia e di un nuovo modello di sviluppo) Giulio Marcon: "La spesa pubblica può essere orientata in modo diverso: dipende dalla volontà politica. C’è una spesa che può essere tagliata e una spesa che può essere usata per rilanciare l’economia e sostenere i redditi. Bisogna investire – ha proseguito Marcon – nel capitale sociale e umano, nell’istruzione e nel welfare. Serve una politica fiscale degna di questo nome e una redistribuzione della ricchezza. Prima bisogna redistribuire la ricchezza, e da questo si può crearne di nuova. Da questa crisi economica si esce con produzione e consumi di qualità, sostenibili, con un’economia equa".

Ecco dunque i dettagli di un fisco diverso, fonte delle voci di entrata della contromanovra finanziaria della campagna: c’è la proposta di una tassa patrimoniale del 5 per mille sui patrimoni di oltre 3 milioni di euro (che, stima Sbilanciamoci!, porterebbe a entrate pari a 10 miliardi 500 milioni di euro); la proposta di un’aliquota del 45% per i redditi al di sopra di 70 mila euro e del 49% per i redditi oltre i 200 mila euro (entrate stimate: 1 miliardo 200 milioni). Per i promotori, è possibile portare la tassazione di tutte le rendite al 23%. Ancora: tassare i diritti televisivi per finanziare lo sport per tutti, tassare la pubblicità aumentando del 5% il prelievo sugli utili, introdurre una tassa automobilistica in modo progressivo in base alle emissioni di CO2 e introdurre misure fiscali penalizzanti per il rilascio del porto d’armi. Entrate deriverebbero anche da interventi di disarmo: "Chiediamo – si legge nel rapporto – la riduzione di 4 miliardi di euro della spesa militare che corrisponde a circa il 20% delle spese militari; la rinuncia a proseguire il programma di costruzione dei cacciabombardieri farebbe risparmiare al nostro paese ben 14 miliardi di euro nei prossimi 16 anni. L’importo da tagliare per il 2011 è di 471 milioni di euro".

La contromanovra prevede inoltre la riduzione degli stanziamenti per le grandi opere (vedi Ponte sullo Stretto) e invece un intervento straordinario pari a un miliardo di euro per il potenziamento delle ferrovie locali per i pendolari, in particolare al Sud.

Diverso il modello di welfare proposto, che chiede uno stanziamento straordinario di 1 miliardo di euro per l’avvio di almeno 3 mila asili nido, il ripristino del fondo per la non autosufficienza, lo stanziamento di 400 milioni aggiuntivi per il 5 per mille (oggetto di un drastico taglio da parte della Finanziaria), la chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione, un risparmio derivante dal riordino delle convenzioni con le strutture sanitarie private, lo stanziamento di almeno 2 miliardi di euro per mettere in sicurezza 3 mila scuole italiane, l’abolizione di fondi alle scuole private. E c’è il sostegno al potere d’acquisto di lavoratori, famiglie e disoccupati, attraverso "l’introduzione della 14° per i pensionati sotto i mille euro lordi mensili, la restituzione del fiscal drag ai lavoratori dipendenti, la reintroduzione del reddito minimo d’inserimento per i disoccupati e per chi non gode di altre forme di ammortizzatori sociali".

Nella contromanovra alla Finanziaria, anche l’esplicito sostegno alla proposta di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie per frenare la speculazione: "La dimensione della finanza è tale – si legge nella sintesi del rapporto – per cui anche un’imposta dello 0,05% permetterebbe di generare un gettito di centinaia di migliaia di dollari l’anno su scala internazionale, da destinare al welfare, alla cooperazione allo sviluppo, alla lotta ai cambiamenti climatici. Una tassa sulle transazioni finanziarie andrebbe nella direzione di una maggiore giustizia fiscale".

 

di Sabrina Bergamini

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