SOCIETA’. Verso il referendum, attivisti e Consumatori lanciano i loro appelli

L’azione più coreografica è scattata all’alba di questa mattina: "Italia, ferma il nucleare. Vota sì". Questo lo striscione di 300 metri quadri che gli attivisti di Greenpeace hanno aperto sul Colosseo, calandolo dalla sommità del secondo ordine degli archi. A seguire, gli attivisti hanno scalato anche il Campanile di San Marco a Venezia e il Ponte Vecchio a Firenze con lo stesso messaggio che invita a votare sì per fermare il nucleare.

Sono le ultime ore di campagna elettorale per i referendum e gli attivisti sono mobilitati da giorni. Hanno detto i due comitati ‘2 Sì per l’acqua bene comune’ e ‘Vota sì per fermare il nucleare’: "Nonostante i tentativi di boicottaggio, nonostante l’informazione tardiva e lacunosa, domenica e lunedì gli italiani potranno votare ‘Sì’ per fermare la privatizzazione dell’acqua e chiudere la porta in faccia al nucleare. La parola passa finalmente agli italiani".

"Questa volta – ha detto Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, in relazione all’azione di oggi – Greenpeace ricorre a gesti eclatanti non per protestare, ma per chiamare al voto tutti gli italiani perché adesso come mai siamo ad un soffio dal successo: fermare il nucleare in Italia ed aprire una nuova era di energie pulite e rinnovabili. Siamo qui al Colosseo, simbolo dell’Italia nel mondo, per chiudere una campagna che ha visto, come non succedeva da anni, una grandissima mobilitazione civile per difendere il diritto democratico di votare ed evitare al nostro Paese i rischi del ritorno al nucleare".

Oltre al nucleare, in campo c’è il voto sull’acqua, sulla quale si sono espresse con decisione anche le associazioni dei Consumatori. Cittadinanzattiva si schiera per due sì per l’acqua contro la gestione privata, accusata di portare tariffe più alte. Ha detto Antonio Gaudioso, vice segretario generale di Cittadinanzattiva: "Invitiamo i cittadini ad andare a votare e ad indicare 2 Sì per l’acqua pubblica, perché non abbiamo alcuna garanzia che la gestione privata produca una migliore qualità del servizio e i dati ci confermano invece tariffe più alte laddove la gestione è affidata a privati". Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe dell’associazione (indagine calcolata sul servizio idrico per una famiglia di tre persone con consumo annuo di 192 metri cubi di acqua), l’acqua costa di più dove la gestione è stata affidata ai privati: "Succede in Sicilia, dove l’incremento tariffario dal 2008 al 2009 è stato del 7,3% rispetto al 6,7% nazionale, e in Toscana, che rappresenta la regione in cui l’acqua costa di più, con una spesa media annua di 396 euro a fronte dei 270 euro della media nazionale. E a questo aumento delle tariffe non sempre corrisponde un miglioramento nella qualità del servizio".

Anche il Movimento Consumatori si schiera per il sì. "Due sì per scongiurare la privatizzazione dell’acqua che porterebbe solo oneri in più a carico dei consumatori, senza alcuna certezza di offrire il miglioramento del servizio": questo l’appello lanciato da Rossella Miracapillo, segretario generale del Movimento Consumatori, che sottolinea come "privatizzare un monopolio naturale, porterà solo benefici agli imprenditori che si approprierebbero dei profitti di un bene così prezioso". Un sì anche per abolire il nucleare: "Chiediamo un sì anche sul quesito sul nucleare: l’Italia deve puntare sullo sviluppo energetico rinnovabile. I nostri figli non hanno bisogno di scorie e di radiazioni – prosegue Miracapillo – Le nazioni vicine alla nostra, come la Germania, hanno preannunciato lo smantellamento delle centrali nucleari. Parigi ha annunciato la ripubblicizzazione dell’acqua. L’Italia, come altri Paesi, guarderà avanti solo votando sì".

Il primo obiettivo da raggiungere è il quorum. Per questo il Movimento Difesa del Cittadino, in occasione del referendum, ha lanciato la campagna 1×10=Quorum: "Convinci altre 10 persone ad andare a votare. Raggiungere il quorum del 50%+1 dipende anche da te!". L’associazione ha lanciato un video di testimonianze in cui si dice chiaramente "io vado a votare" e un secondo video in dialetto.

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