SOCIETA’. Verso la manovra. Si attende una stangata

È conto alla rovescia per la manovra finanziaria, che dovrebbe essere varata oggi alle 15.00 in Consiglio dei Ministri, convocato per l’esame del decreto legge "disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria" e del disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale. Solo allora si potranno conoscere meglio le misure contenute nella bozza di manovra, in questi giorni più volte oggetto di correzioni e limature e indiscrezioni sui provvedimenti che vi entreranno.

Si parla di nuove imposte sulle automobili di potenza superiore a 170 cavalli (il famoso e discusso maxibollo), di tagli agli enti locali e alle regioni (stimati in 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014), della previsione di innalzare l’età pensionabile delle donne a 65 anni ma, sembra, solo dal 2030. Ancora: sono spuntate nuove imposte per le operazioni finanziare, il bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie e una tassa al 35% sul trading speculativo delle banche.

Nella manovra dovrebbe tornare il ticket sanitario: a partire dal 1° gennaio 2012, 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali e 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso. Si tratta in realtà di una conferma di quanto era stato già disposto della Finanziaria 2007 e che, specialmente per i ticket sui pronto soccorso, vede una situazione molto eterogenea a livello nazionale, in quanto alcune Regioni sono intervenute con misure molto diverse. Già prima della manovra 2007, 12 Regioni applicavano il ticket. Il risultato è che a oggi alcune regioni applicano solo la quota fissa mentre alcune fanno pagare altre prestazioni o terapie erogate in pronto soccorso.

La ridda di indiscrezioni e previsioni sulle misure contenute nella manovra ha messo in preallarme le associazioni dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori hanno tracciato una prima valutazione sulle ripercussioni economiche stimando una stangata di 927 euro a famiglia. "Da una primissima analisi, che peraltro sarò meglio precisata nei prossimi giorni, anche alla luce di dati certi, la manovra Tremonti anche se sciaguratamente post-datata avrà ricadute negative sui redditi delle famiglie italiane già colpite duramente dalla crisi economica – scrivono le due associazioni – E ciò soprattutto verso le famiglie a reddito fisso quali lavoratori "pubblici" e pensionati".

L’incidenza è stimata in 729 euro annui a famiglia, mentre se si aggiungono le recenti misure sull’innalzamento della soglia di usura (pari a 120 euro in più l’anno) e l’aumento delle accise sui carburanti (stimato in 78 euro in più l’anno) si arriva a una perdita di acquisto complessiva pari a 927 euro annui.

Cittadinanzattiva a sua volta si è soffermata sul ticket sanitario. Ha detto Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva: "Siamo in linea generale contrari all’introduzione del ticket sanitario, è una misura odiosa perché colpisce le persone che hanno un problema di salute ed è iniqua. Sarebbe preferibile usare la fiscalità generale per rendere più equo il sistema".

"Eravamo contrari a questa ipotesi già nel 2007 – ha aggiunto Moccia – lo siamo ancor di più oggi dopo quanto è avvenuto in questi anni e che si prevede per il futuro: tagli alle risorse, blocco del turn over, piani di rientro con relative misure, forte riduzione dei posti letto, solo per fare alcuni esempi di provvedimenti che hanno avuto e avranno sempre di più un impatto sui cittadini. In particolare, l’ipotesi relativa ai ticket sui pronto soccorso ci inquieta, perché è proprio lì che si leggono alcuni degli effetti di quanto avvenuto negli ultimi anni: spesso affollati e sotto organico, si trovano da tempo a dover rispondere di un vuoto, fuori dall’ospedale, di servizi alternativi a cui rivolgersi ad esempio nelle ore notturne o nei giorni festivi. L’introduzione del ticket sui pronto soccorso non risolverà il problema degli accessi impropri, è semplicemente un modo per fare cassa subito".

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