SOCIETA’. Videogioco: giovani e adulti a confronto. Melandri:”Non dimenticare diritti dei minori”

E’ stata presentata oggi a Roma la ricerca commissionata da AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) all’Istituto IARD sul tema "Cultura del Videogioco: mondo giovanile e mondo adulto a confronto". I videogiochi si diffondono soprattutto tra i minori e intanto si apre il dibattito sul loro impatto sociale. La ricerca ha messo a confronto genitori e figli sulla conoscenza e sull’uso dei videogame per capire se esiste un divario generazionale.

Un primo dato rilevante emerso, su un campione di 1041 studenti e 779 genitori, riguarda la differenza strutturale nel rapporto con le nuove tecnologie: per i figli strumenti dell’essere, rappresentano l’aspetto ludico, ricreativo, espressivo; per i genitori, invece, strumenti del fare ossia lavoro/ricerca d’informazione. Il 70% degli adulti che si è cimentato con i games dichiara di aver provato smarrimento di fronte al linguaggio ed il 63% di fronte ai contenuti; inoltre per il 60% il videogioco è causa di isolamento dato. Per il 45% dei bambini, invece, il videogame è un ottimo strumento attraverso il quale si apprende l’uso delle nuove tecnologie.
"Siamo convinti che la conoscenza sia un presupposto fondamentale per la comprensione e il videogioco è un fenomeno che deve ancora essere capito". Così si è espresso Andrea Persegati, Presidente AESVI secondo il quale "ci si trova nella situazione in cui sono i genitori a dover imparare per poter capire; bisogna tenere in considerazione che solo il 5% dei giochi sono violenti, per cui non si può criminalizzare l’intero sistema".

Dello stesso parere Alessandro Cavalli, Presidente Comitato Scientifico Istituto IARD che ha sostenuto: "Questo eccessivo allarmismo non è sempre giustificabile; l’impatto dei videogiochi nelle relazioni sociali e nella formazione della personalità del minore può essere variabile e dipende anche dal modo in cui questi vengono utilizzati". Secondo Giovanna Meandri, Ministro Politiche Giovanili e Attività Sportive, "il mondo dei new media è una realtà in continua evoluzione che sta divenendo sempre più interattiva e partecipativa; bisogna sottolineare anche la funzione educativa delle nuove tecnologie considerandole nostre alleate nella diffusione di valori positivi".

"Allo stesso tempo – continua il Ministro – non ci si può dimenticare dell’importanza dei diritti dei minori e della loro tutela; è quindi necessario lavorare per diffondere meglio quegli strumenti che già esistono a livello europeo, come il sistema PEGI (Pan European Game Information) di classificazione dei videogiochi in base ad età e contenuto che non solo va applicato ma anche imposto tanto quanto il sistema del Parental Control. E’ fondamentale, infine, creare una sorta di codice di autoregolamentazione di settore attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti principali quali le istituzioni, la scuola, i genitori e i ragazzi stessi".

Il Presidente MOIGE, Maria Rita Munizzi ha concluso: "Esistono strumenti conoscitivi per valutare meglio i contenuti dei giochi? Se la risposta è positiva dobbiamo essere messi nella condizione di comprenderli per poterli utilizzare al fine di una più completa ed efficace tutela dei nostri figli".

 

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