SOCIETA’. Vietare le punizioni corporali sui bambini. Iniziativa del Consiglio d’Europa

"Alzare le mani contro le punizioni corporali" è questo il titolo dell’iniziativa paneuropea lanciata ieri a Zagabria dal Consiglio d’Europa. La campagna ha per obiettivo il divieto completo di punizioni corporali inflitte ai bambini, promuovendo il rispetto dei diritti dei minori in tutta l’Ue. "La Convenzione europea non presenta alcuna nota a piè di pagina in cui è indicato che i diritti umani riguardano soltanto gli adulti" ha dichiarato il vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Maud de Boer-Buquicchio durante la cerimonia di lancio, ponendo la seguente questione "Come è possibile che facendo violenza su un adulto si è esposti a procedimenti giudiziari, mentre se si fa del male a un bambino non si rischia nulla? Spetta agli adulti di fare in modo che questa situazione cambi".

Ricordando che la Croazia è uno dei 18 Paesi europei ad aver abolito le punizioni corporali, Jadranka Kosor, ministro della Famiglia, degli Anziani e della Solidarietà tra le generazioni della Croazia, ha aggiunto che il fatto di rendere illegali questi comportamenti non è comunque sufficiente. "E’ necessario rimettere in questione il punto di vista della società su questo problema, cercando di cambiare i comportamenti e le mentalità della popolazione a riguardo. Bisogna passare dalla violenza, alla protezione e all’amore". L’evento ha permesso a rappresentanti delle Ong internazionali, a parlamentari, a rappresentanti locali e a mediatori di riunirsi per valutare soluzioni. La cerimonia si è svolta in un Teatro di marionette di Zagabria, dove le famiglie con i bambini hanno assistito allo spettacolo Il flauto incantato.

In Europa, la tutela di tali diritti fondamentali è ulteriormente rafforzata dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta Sociale Europea. Per citarne solo alcuni esempi: il diritto alla vita, il diritto di non essere sottoposto a pene o trattamenti inumani o degradanti, la protezione contro il lavoro forzato o la schiavitù, il rispetto della vita privata e familiare, il diritto alla protezione contro ogni pericolo e il diritto all’istruzione.

Il Programma del Consiglio d’Europa "Costruire un’Europa per e con i bambini" mira a garantire il rispetto dei diritti del bambino dappertutto e da parte di tutti in Europa; è basato su 4 principi fondamentali, chiamati le quattro "P": protezione dei bambini, prevenzione della violenza, persecuzione penale degli autori di maltrattamenti e partecipazione dei bambini. Il programma accorda un’attenzione particolare ai bambini più vulnerabili: i bambini con disabilità, quelli che vivono in condizioni di estrema povertà e quelli privi dell’assistenza e delle cure dei genitori. Ha lo scopo di assistere gli Stati a predisporre delle strategie di prevenzione della violenza nei confronti dei bambini. Intende inoltre migliorare i sistemi di segnalazione dei casi di violenza, grazie a servizi adatti ai bambini, a misure di supporto alle famiglie, a un’individuazione precoce e a un’accresciuta competenza nel rilevare i casi di maltrattamento da parte degli operatori professionali.

Il Programma si propone di contribuire a fornire alle autorità e alle figure professionali a contatto con i bambini la capacità di reagire tempestivamente e in modo adeguato quando vengono segnalati casi di violenza. Sforzi speciali vengono compiuti per eliminare gli abusi sessuali e lo sfruttamento dei minori. Associa strumenti importanti, quali la definizione di norme, le procedure di monitoraggio, l’elaborazione di politiche, l’assistenza tecnica e la sensibilizzazione, e li pone al servizio dei diritti del bambino. Il Consiglio d’Europa opera in partenariato con altre importanti istituzioni in Europa, quali l’Unione europea e l’Unicef, e intende garantire un seguito appropriato alle raccomandazioni contenute nello Studio delle Nazioni Unite sulla violenza nei confronti dei bambini.

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