SOLDI. CTCU: poca trasparenza nei contratti di credito revolving

Aumentano i casi di consumatori che si rivolgono al Centro Tutela Consumatori Utenti con contratti di credito revolving che hanno costi spesso molto alti. È quanto denuncia l’associazione presentando il caso di un consumatore che si è rivolto al CTCU e "aveva sottoscritto un credito revolving alle seguenti condizioni: limite di fido 4.000 euro, TAEG 14,92%, rata mensile minima 97 euro". Precisa l’associazione che "il credito revolving è assai differente dal credito rateale: dalla finanziaria viene fissato un limite di credito, entro il quale il consumatore può muoversi a sua scelta. Per i soldi presi in prestito vengono regolarmente addebitati gli interessi, e le rate mensili (che a volte sono davvero esigue) devono prima coprire questi interessi, prima di poter essere sfruttate per la restituzione del capitale". Per il debito di 4.000 euro, al tasso stabilito, gli interessi annuali – calcola il CTCU – ammontano a ben 596,80 euro (ovvero 49,73 euro al mese). "Se si considera una rata mensile di 97 euro, di questa cifra solamente 47,20 euro servono alla restituzione del capitale; l’importo restante è destinato solamente alla copertura degli interessi".

Ci sono poi le carte di credito revolving cui prestare attenzione perché facile è incappare nel sovraindebitamento. Per questo l’associazione consiglia di leggere attentamente tutta la documentazione contrattuale e chiedere delucidazioni, contattando anche l’associazione, nel caso di clausole poco chiare.

Comments are closed.