SOLDI. Censis: ecco cosa chiedono le donne venete alle banche

Cosa chiedono le donne alle banche? In particolare, cosa vorrebbero le donne venete? È la domanda da cui parte la ricerca del Censis "Quale banca per le donne? Ciò che le donne venete chiedono alle banche" presentata oggi a Padova e promossa da Cassa di Risparmio del Veneto e Cassa di Risparmio di Venezia "per comprendere ciò che l’universo femminile si aspetta dalle banche, nella convinzione che accoglierne le esigenze rappresenti una grande opportunità per la crescita del territorio".

Il territorio, appunto: le donne rappresentano oltre la metà della popolazione residente in Veneto, con tassi di occupazione superiori alle medie italiane e un livello di scolarità in continua crescita. L’importanza del segmento femminile della popolazione si associa al contributo crescente delle donne alla vita economica e sociale del territorio. Sono quasi 2,5 milioni le donne che vivono in Veneto (il 51% della popolazione) e 861mila sono le donne occupate. Rileva il Censis: "Negli ultimi anni la regione è stata protagonista di un forte incremento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Tra il 2004 e il 2009 il numero delle occupate è aumentato del 6,3% contro una crescita media nazionale del 5,2%. Il tasso di attività femminile nella regione è superiore alla media nazionale (il 57,6% rispetto al 51,1%). Anche il tasso di occupazione femminile in Veneto (53,9%) è al di sopra della media nazionale (46,4%)". L’aumento ha riguardato soprattutto il lavoro dipendente, mentre l’imprenditorialità femminile non risulta particolarmente diffusa.

Cosa chiedono le donne alle banche, dunque? Risponde il Censis: " Le differenti componenti del mondo femminile (professioniste, imprenditrici, casalinghe) manifestano un diverso rapporto con il denaro e con le istituzioni finanziarie. Le professioniste sono un cliente smaliziato, che considera quello creditizio un servizio a tutti gli effetti, che si può cambiare con facilità, scegliendo tra le varie possibilità offerte dal mercato. Le imprenditrici sono alla ricerca di un modello di banca che personalizzi il più possibile il rapporto con il cliente e ascolti i loro problemi. E le casalinghe? Secondo l’indagine, l’83,8% delle casalinghe venete possiede un conto corrente bancario, ma solo il 20,9% si reca in banca con regolarità. Gli aspetti dell’offerta bancaria che ritengono meno soddisfacenti sono i costi delle operazioni (61,4%) e la non piena chiarezza delle informazioni rese al cliente (39,6%)".

Alla banca le casalinghe venete "chiedono di mettere in sicurezza i loro risparmi e di tutelarle dalle incertezze economiche. Le aree prioritarie in cui le banche possono intervenire per raccogliere questa domanda di securizzazione sono: la tutela del valore attuale del denaro (28%), la protezione dei risparmi accumulati (26%), la salute personale e familiare (23%)".

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