SOLDI. Il 70% degli italiani ha un bancomat, ma lo usa solo il 53%. Grande paura clonazione

Carta bancomat: piace, ma con moderazione. È diffusa, ma usata solo dalla metà delle persone che ce l’hanno. Viene usata, ma guardandosi le spalle: non solo al momento del prelievo allo sportello, ma con il diffuso timore che venga clonata. E con una pecca dei negozi: la percentuale di piccoli esercenti (benzinai, tabaccai, farmacie) che accetta il bancomat si ferma al 64%.

In particolare, il 70% degli italiani possiede la carta bancomat, ma solo il 53% la usa per prelevare o fare acquisti. Il prelievo medio si aggira sui 150 euro, con un valore totale settimanale che in Italia supera i 4 miliardi di euro. I risultati emergono da una ricerca Wincor Nixdorf realizzata in collaborazione con Doxa, per la quale "la carta elettronica più diffusa in Italia trova ancora almeno due resistenze nella popolazione: sicurezza percepita non sempre sufficiente e poca dimestichezza con la tecnologia, soprattutto tra le donne e la popolazione anziana".

Se chi usa il bancomat è ancora un italiano su due, fra gli utenti è aumentata la consapevolezza degli accorgimenti da usare allo sportello e per il pin: "Ci si guarda alle spalle, si chiede il rispetto della distanza per la riservatezza, si copre la tastiera nel digitare il codice "pin" o ancora si osserva l’integrità della macchina e della tastiera". Qualche paura rimane: il 29% degli intervistati esprime qualche paura nel prelevare allo sportello e il 27% afferma di fidarsi poco della tecnologia. Attenzione però, perché gli italiani hanno imparato a non annotare il codice pin sul bancomat o nel portafoglio: rispettivamente, solo il 3% e il 7% del campione dichiara di seguire ancora queste pratiche rischiose, mentre il 67% degli utenti lo impara a memoria e il 20% lo trasforma in numero di telefono da conservare, magari camuffato, all’interno della rubrica.

La grande paura si chiama clonazione della carta: "Il 19% degli italiani ha dato infatti a questa voce il massimo valore di rischio percepito. Una risposta adeguata delle banche e l’assunzione di particolari presidi a tutela dell’utente possono aiutare a rassicurare. Tra questi – segnala la ricerca – risultano graditi e valutati importanti le videocamere di sicurezza, gli sms che segnalano prelievi superiori ad un certo importo, i sistemi di allarme che rilevano situazioni sospette a tecnologie innovative di sicurezza aggiuntive rispetto al codice "pin" (come per esempio l’impronta digitale)".

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