SOLDI. Parlamento Ue propone limiti a superbonus manager

La proposta è che tutte le società quotate e le istituzioni finanziarie siano obbligate a nominare un "comitato di retribuzione" indipendente, che stabilisca tetti e salari per il management. I manager e i decision maker non devono fare parte di questo comitato, per evitare il "conflitto d’interesse" fra le decisioni in merito alla società che sono chiamati a prendere e il loro stipendio. Tutto questo, perché gli stipendi e i bonus da capogiro dati a banchieri e manager hanno contribuito al fatto che banche e imprese abbiano privilegiato i rendimenti a breve termine piuttosto che la stabilità finanziaria, proprio quando stava esplodendo la crisi economica. È quanto proposto dal Parlamento europeo: la commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento ha discusso lunedì 1 giugno la relazione di Saïd El Khadraoui, socialista belga, che propone di mettere un tetto alle retribuzioni di banchieri e di manager delle società quotate in borsa. La proposta dovrebbe essere approvata dalla plenaria in luglio.

Il testo sostiene appunto che i manager delle principali banche e di istituzioni finanziarie sono stati incoraggiati a perseguire livelli di rischio eccessivi perché premiati con lauti bonus, in un meccanismo che ha finito per trascurare la stabilità finanziaria a lungo termine. Le società quotate, continua la proposta, dovrebbero essere trasparenti verso i loro azionisti riguardo a compensi e bonus. Il Parlamento Ue chiede inoltre un maggior equilibrio fra stipendi e bonus (retribuzione fissa e variabile), stabilendo che i secondi non dovrebbero mai superare il 50% del totale.

Per saperne di più: DRAFT REPORT on remuneration of directors of listed companies and remuneration policies in the financial services sector

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