SOLIDARIETA’. Chernobyl, l’impegno dell’Emilia-Romagna per i bambini delle zone contaminate

Dal 1996 la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con enti e associazioni, organizza soggiorni per i bambini provenienti dalle zone contaminate dall’esplosione nucleare a Chernobyl presso famiglie emiliano-romagnole per un periodo di vacanza, ma anche per poter fare accertamenti diagnostici. Finora, sono quasi 5000 quelli ospitati.

In particolare, le associazioni coinvolte sono Anpas Emilia-Romagna, Arci Nuova Associazione/Comitato provinciale di Modena, Legambiente Emilia-Romagna e la Fondazione "Aiutiamoli a Vivere", con cui ha sottoscritto il "Protocollo Chernobyl", organizza soggiorni con la disponibilità delle famiglie emiliano-romagnole per i piccoli provenienti dalle zone contaminate dell´ex Unione sovietica, in particolare Bielorussia e Ucraina.

Il cancro alla tiroide è, insieme a quello ai polmoni e alla vescica, la malattia più frequente tra i bimbi provenienti dalla zona di Chernobyl; un mese di soggiorno in ambienti non contaminati consente l´abbattimento fino al 50% dei valori di cesio assorbito, riducendo la possibilità dell´insorgenza di forme tumorali.

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