SOLIDARIETA’. Milano, piano comunale anticaldo: consegnati 1300 pasti a domicilio

Oltre 1300 pasti consegnati a domicilio, più di 200 servizi di accompagnamento, circa 50 prestazioni di igiene ambientale e personale, altrettante attività di sostegno e compagnia e visite domiciliari degli assistenti sociali. Questo il bilancio della prima fase del piano comunale anticaldo – avviato il primo giugno scorso e che si concluderà il prossimo 2 settembre – illustrato stamani dall’assessore comunale alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali, Mariolina Moioli.

"Quando abbiamo presentato il piano ci aspettavano un’estate caldissima", osserva l’assessore Mariolina Moioli, "in realtà il picco di caldo lo stiamo raggiungendo solo in questi giorni con il termometro che ha raggiunto ormai temperature record".

Secondo i dati forniti dall’assessore, la rete di assistenza messa in piedi dal Comune ha individuato circa 6 mila persone ultrasettancinquenni, tutti soggetti ad alto rischio, che spesso non sanno di esserlo.

"Di questi", dice la Moioli, "circa 1700 non erano conosciuti dalle istituzioni come bisognosi di assistenza. È il segno che il sistema di assistenza dei custodi sociali e dei portieri sociali – vere e proprie sentinelle dei bisogni degli anziani, per il quale abbiamo speso negli ultimi tre anni circa 13 milioni di euro – funziona davvero", ha osservato l’assessore.

Ma quali sono i servizi più richiesti dai cittadini?

"Il servizio più apprezzato rimane la consegna dei pasti caldi a casa. Poi ci sono gli accompagnamenti – sia per le visite mediche sia per le commissioni – e, infine, le attività organizzate dai centri ricreativi, da quest’anno tutti dotati di aria condizionata", ha dichiarato Moioli a Help Consumatori.

Per il momento, nonostante la calura di questi ultimi giorni, i servizi del Comune non si sono trovati davanti nessun caso drammatico, ma le difficoltà che però devono superare i custodi sociali non sono poche: in primo luogo, la diffidenza degli anziani e il comprensibile riserbo nell’ammettere di essere in difficoltà.

"È a questo che servono i portieri sociali, che sono vere e proprie figure di collegamento tra gli anziani e i servizi di assistenza", ha sottolineato la Moioli.

Una volta superata però la barriera iniziale, il rapporto che si crea tra i cittadini e queste figure assistenziali diventa molto buono.

"Abbiamo ricevuto lettere di persone che ci chiedevano di lasciare come custode la stessa persona dell’anno precedente. In fondo", ha concluso l’assessore, "ciò di cui hanno bisogno queste persone è anche avere qualcuno con cui relazionarsi".

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