SOLIDARIETA’. Sabato ad Assisi manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente

Sabato 26 agosto si svolgerà ad Assisi la manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente. La promuove la Tavola della pace e il coordinamento enti locali per la pace. "Portate un paio di scarpe in più". È questo l’appello lanciato da Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, a tutti coloro che si preparano a partecipare alla manifestazione. Un appello non casuale, perché – ha spiegato Lotti – quel paio di scarpe in più sarà "il simbolo di una delle tante vittime di questa inutile guerra di cui ci vogliamo fare carico. Le raccoglieremo tutte nella piazza di San Francesco dove invieremo un grande abbraccio di solidarietà a tutti coloro che non hanno smesso di piangere i loro cari". La manifestazione di Assisi sarà la prima grande manifestazione per la pace in Medio Oriente da quando le parti hanno accettato il cessate il fuoco. «Il pericolo resta molto grande – ha concluso Flavio Lotti -, bisogna fare ogni sforzo per evitare che questa guerra possa tornare a scoppiare. Dobbiamo costruire un’alternativa politica alla guerra senza confini. Da Assisi partiranno proposte concrete».

Intanto aumentano le adesioni all´appello lanciato dalla Tavola della pace e dall´associazione Articolo21, «La guerra non ha mai vincitori ma solo vittime». All’appello hanno risposto Enzo Biagi e Loris Mazzetti. «Noi siamo contro la guerra – scrivono ad Articolo21 Biagi e Mazzetti – in qualsiasi caso, perché cè sempre una ragione in più dalla parte di chi non la vuole, ma siamo anche contro l’abuso della pace: contingente di pace, missione di pace, forze di pace, ecc…Il 26 agosto tutti insieme contro la guerra che non ha mai vincitori ma solo vittime. Il mondo non ha bisogno di tipi come Bush o Blair e l´Afghanistan e l´Iraq non sono vittorie ma sconfitte, perché quelle vite che non ci sono più non saranno mai il prezzo che doveva essere pagato. Ad Assisi – concludono i due giornalisti – tutti insieme per chiedere una soluzione di pace che nasca da un’Europa unita e che partendo dal Libano comprenda tutto il Medio Oriente. Questo è l’arrivo della nostra marcia. Il 26 agosto un passo dopo l’altro può rappresentare un segno di speranza per afghani, somali, iracheni, ugandesi, libanesi, nepalesi, congolesi, palestinesi, algerini, filippini, israeliani, sudanesi, ceceni».

Comments are closed.