Safer Internet Day, per un uso sicuro del web

Oggi 12 febbraio 2008 è la quinta giornata Safer Internet (Internet sicuro) e 100 organizzazioni di oltre 50 Paesi di tutto il mondo lo celebrano. La Commissione europea ha organizzato il primo forum paneuropeo per i giovani a Bruxelles, dove ragazzi provenienti da 9 Paesi europei discuteranno di temi relativi al loro utilizzo delle tecnologie on-line. Ci sarà l’occasione di presentare tutte le opinioni e le raccomandazioni a Megleva Kuneva, la commissaria europea per la tutela dei consumatori. Alla giornata di Safer Internet del 2007 hanno preso parte più di 40 Paesi.

Questo evento si inserisce nel contesto del programma Safer Internet plus, che ha lo scopo di promuovere un uso sicuro di internet e delle tecnologie on-line, particolarmente per i bambini, e di combattere contro i contenuti illegali e dannosi per gli utenti, seguendo con coerenza quello che è l’approccio dell’Unione europea.

Il programma è stato adottato a dicembre 2004 dal Consiglio Telecomunicazioni dell’Ue, dopo la proposta della Commissione europea e prevedeva un budget di 45 milioni di euro, che avrebbe dovuto mettere a disposizione dei genitori e degli insegnanti gli strumenti utili per rendere internet più sicuro. Copre anche altri media, come i supporti video, e combatte esplicitamente le comunicazioni elettroniche non sollecitate ("spam"), le immagini di abusi di minori e con contenuti razzisti. E’ il seguito del Piano d’Azione Internet Sicuro, che è stato realizzato dal 1999 al 2004 e che ha finanziato circa 80 progetti.

Ecco alcune delle iniziative organizzate per l’occasione: in Spagna l’associazione Protegeles lancerà uno spot pubblicitario televisivo sul tema "La vita online è nelle tue mani", che sarà trasmesso anche in altri paesi dell’UE; in Austria i vincitori del primo concorso di mobile movie parteciperanno ad uno workshop sull’utilizzo sicuro dei telefoni cellulari; in Belgio è stata organizzata alle 10.30 una conferenza stampa alle Halles des Tanneurs, nel centro di Bruxelles, con la partecipazione delle università impegnate nel progetto di ricerca TIRO (Teens, Internet, Risks and Opportunities), finanziato dal Ministero della politica scientifica federale.

"I giovani sono stati tra i primi a fare ampio ricorso a servizi online quali i siti di socializzazione e la telefonia mobile", ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell’informazione e i media. "Molti, tuttavia, sottovalutano i rischi nascosti che questo comporta, dal bullismo elettronico all’adescamento in rete a fini di abuso sessuale," ha aggiunto Reding.

"Desidero oggi invitare tutti i responsabili del settore pubblico e privato a dialogare con i giovani per imparare da loro come migliorare le strategie di responsabilizzazione e gli strumenti per la tutela dei minori. Da parte mia mi adopererò per mettere a disposizione il contributo dell’UE, proponendo, prima della fine del mese, un nuovo programma Safer Internet per il periodo 2009-2013 al fine di proseguire il prezioso lavoro finora realizzato per aiutare giovani, genitori e insegnanti a individuare i problemi cui sono confrontati i minori online" ha concluso la commissaria europea per la Società dell’informazione e i media.

Da quando il web ha potuto mettere a disposizione di qualsiasi computer connessoalla rete ogni tipo di contenuto accessibile con un solo click, questo tema ha iniziato a riguardare tutti, dai legislatori, all’industria, dai genitori agli insegnanti. Attualmente ogni Paese può stabilire cosa sia un contenuto illegale e può decidere di diffonderlo in un altro stato. Le definizioni variano da una cultura all’altra.

Un’indagine del 2003 ha evidenziato che il 40% dei bambini dichiara che la gente conosciuta on-line abbia chiesto loro di incontrarli di persona e la maggior parte di quelli che accettano non dicono nulla ai genitori. Da un sondaggio condotto nel 2005 da Eurobarometro emerge che il 60% dei genitori pone ai figli delle regole per l’uso di internet, ma molte di queste regole si riferiscono a quali siti non visitare e a quanto tempo possono restare connessi.

Con il crescente sviluppo della banda larga e la diffusione sempre più vasta del web nella vita dei ragazzi, i temi che riguardano l’uso sicuro di internet hanno bisogno sempre di più di un’azione concertata in un contesto internazionale.

Le reti delle hotline sono essenziali poiché fungono da intermediarie, gestendo le informazioni e fornendo i resoconti dei contenuti illegali alla polizia, dato che la gente non lo fa direttamente. Tali reti, sostenute dal programma Safer Internet, hanno conseguito un grande successo, nella ricerca di contenuti illegali, anche fuori dall’Europa, in Paesi con particolari problemi come l’Australia, il Canada, la Korea e gli Stati Uniti.

In 23 Stati membri esistono inoltre reti europee di "punti di sensibilizzazione" che realizzano programmi e azioni in stretto contatto con le parti interessate, a livello locale, regionali e nazionale e si raccolgono nella rete europea Insafe . L’obiettivo del programma Safer Internet plus è quello di estendere questa rete a tutti gli Stati membri e ai Paesi canditati ad entrare nell’Ue.

Da maggio 2006 genitori, insegnanti e bambini possono esprimere liberamente le loro opinioni sull’uso di internet attraverso il servizio di informazione della Commissione europea, Europe Direct.

a cura di Antonella Giordano

Per seguire l’evento cliccare qui

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