Scajola dice no a controriforma liberalizzazioni farmaci

Incontrando oggi pomeriggio le associazioni dei consumatori presenti nel CNCU, che avevano chiesto un confronto sul tema dei prezzi, il ministro Claudio Scajola ha dato risposte importanti sulle varie questioni sollevate dai rappresentanti dei consumatori. Scajola ha detto di "sentirsi un po’ a disagio perché il nostro ruolo è difficile e siamo in una situazione complicata di cui non sappiamo l’esito. Abbiamo messo insieme molte cose in questi mesi che daranno i frutti nel medio e lungo periodo". Il ministro ha ricordato "la riforma della distribuzione dei carburanti, la legge annuale sulla concorrenza e i consumatori che deve diventare uno strumento operativo per il CNCU".

Alla domanda posta dal Movimento Difesa del Cittadino sul perché dello smantellamento della liberalizzazione dei farmaci, prevista dal disegno di legge Gasparri-Tomassini che vuole chiudere le parafarmacie e privare i corner della Grande Distribuzione Organizzata del farmacista, Scajola ha risposto dichiarandosi "assolutamente contrario alla proposta, che peraltro non è del governo a di origine parlamentare. E’ una riforma che ha portato sconti apprezzabili nei farmaci da banco e quindi va mantenuta".

Altre affermazioni del ministro hanno riguardato l’Autorità dell’energia ("volevamo soltanto ricostituire il collegio, fermo a 2 soli componenti da 5 anni, e volevamo attribuire all’Autorità le competenze sull’acqua"). Scajola ha annunciato di voler lavorare "ad un grande accordo sui prezzi, con tutte le parti in causa, che dia una risposta all’esigenza di abbassare l’inflazione e aiutare soprattutto le famiglie più a disagio".

Riguardo la class action il ministro non ha confermato l’entrata in vigore dal prossimo 1° gennaio, anzi ha detto che ci sono problemi di inserimento in provvedimenti di altro contenuto e quindi si dovrà presentare un apposito disegno di legge.

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