Sciopero benzinai, occhio alle speculazioni

Da domani sera, e per tre giorni, incroceranno le braccia i benzinai. I sindacati dei gestori di impianti di benzina hanno, infatti, confermato lo sciopero nazionale da martedì sera a venerdì mattina, anche se il sottosegretario allo Sviluppo Saglia ha fissato una riunione al ministero domani per cercare di evitare la protesta. L’allarme che lancia il Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) riguarda l’elevato rischio di speculazioni alla pompa a danno di chi oggi si appresta a fare rifornimento.

"Già in passato – spiega Casper – nelle ore antecedenti la serrata dei benzinai, si sono registrati aumenti ingiustificati dei listini alla pompa, da parte dei soliti "furbetti della benzina’ che non esitano a speculare sugli automobilisti in fila per il pieno".

Comportamenti ignobili e truffaldini, tesi ad approfittare dello stato di necessità dei cittadini costretti a rifornire ingenti quantità di carburante per non rimanere a secco nei giorni di sciopero. Per tale motivo Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori invitano la Guardia di Finanza ad effettuare controlli a tappeto su tutto il territorio, denunciando chi applica rincari ingiustificati. Gli automobilisti sono invece invitati a segnalare alle 4 associazioni aumenti sospetti alla pompa e prezzi eccessivamente alti di benzina e gasolio, così da poter procedere alle relative denunce in Procura.

Federconsumatori e Adusbef si appella al Governo perché ponga in essere tutte le azioni volte a revocare la mobilitazione. Non solo. Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, invocano anche un intervento concreto all’insegna di un calmieramento dei prezzi della benzina. "Rispetto allo stesso periodo del 2010, infatti, la benzina costa ben 30 cent. in più al litro, vale a dire maggiori costi diretti per gli automobilisti di 360 Euro annui. A cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 285 Euro annui, per un totale (costi diretti + indiretti) di 645 Euro a famiglia".

Intanto il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl che ha organizzato la protesta, fa sapere che le chiusure degli impianti non riguarderanno le zone colpite dalle recenti alluvioni. Le strutture territoriali di Faib e Fegica monitoreranno puntualmente la situazione per adeguare le iniziative della Categoria nelle singole zone (Liguria, Piemonte, Lunigiana) al fine di assicurare un servizio indispensabile alla mobilità dei cittadini così duramente colpiti ed alla logistica dei mezzi di soccorso e di movimentazione terra.

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