“Se per FS la puntualità è accademica” di A. Boitani

Pubblichiamo integralmente un articolo apparso su www.lavoce.info a firma di Andrea Boitani che affronta il problema della puntualità dei treni paragonando il limite di tolleranza italiano (15 minuti) a quello europeo (5 minuti). Nell’analisi, i dati del Rapporto "Bob railway case – Benchmarking passenger transport in railways" e le considerazioni sul caso italiano.

Fs considera in orario i treni che arrivano a destinazione con quindici minuti di ritardo. Insomma, si concede una sorta di quarto d’ora accademico sulla puntualità. Una consuetudine europea, sostengono alla società di Mauro Moretti. In realtà in Europa il limite di tolleranza è in genere di cinque minuti. E le compagnie europee fanno nettamente meglio di Trenitalia sulla media-lunga distanza non ad alta velocità. Per i regionali la puntualità appare invece buona. Lombardia esclusa, però.
I giornali hanno riportato che, indagando sui ritardi dei treni ad alta velocità, il pm di Torino Raffaele Guariniello ha riscontrato come, tra il 14 dicembre e Natale, tre quarti dei quattrocento treni sotto osservazione abbia avuto un ritardo superiore ai 15 minuti.

ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA
I giornali hanno anche riportato che Fs si è affrettata a replicare sostenendo che, se si prende in considerazione un periodo più lungo, i ritardi sopra i 15 minuti sono solo un quarto. Sono state anche invocate le avverse condizioni atmosferiche, che hanno causato disagi gravi alle ferrovie in tutta Europa, nonché la necessità di un periodo di assestamento dopo l’entrata in funzione delle nuove tratte alta velocità Bologna-Firenze e Novara-Milano, proprio lo scorso 14 dicembre. Si tratta di legittima difesa. Non è mancata però la nota stonata, il voler dire troppo: insomma l’eccesso di difesa. Quando qualcuno ha detto, come riportato da La Repubblica, che 15 minuti di ritardo non sono da considerare ritardo "per consuetudine europea".

Sorpreso e incuriosito ho cercato di rintracciare una qualche menzione di questa consuetudine europea. Non sono riuscito a trovarne traccia nei documenti "europei" in mio possesso e nei siti come quello della Dg Tren della Commissione Europea o come quello della Comunità delle ferrovie europee (Cer).

Il 3 dicembre 2009 è entrato in vigore il regolamento europeo 1371/2007 sui diritti dei passeggeri ferroviari, dove si afferma che il "ritardo significa la differenza di tempo tra l’ora in cui era programmato che il passeggero arrivasse, secondo l’orario pubblicato, e l’ora effettiva o attesa di arrivo" (articolo 3/12). Insomma, quello che qualsiasi persona di buon senso intende per "ritardo". Nessun cenno al quarto d’ora di "franchigia". Più avanti, agli articoli 15-18, il regolamento si limita a stabilire in che modo e misura i passeggeri debbano essere tutelati per ritardi superiori ai 60 minuti.

RITARDI EUROPEI
Ma qual è la "prassi europea" in materia di ritardi? Ovvero, come si comportano le altre compagnie ferroviarie del continente? L’unica lettura che sono in grado di raccomandare, al momento, è il Rapporto "Bob railway case – Benchmarking passenger transport in railways", redatto per la Dg Tren da Nea, un istituto di ricerca indipendente, con base in Olanda. È del 2004 e i dati si riferiscono al periodo 1999-2002, ma il capitolo sulla puntualità è ancora istruttivo. "In generale – si legge a pagina 39 – la definizione preferita di puntualità è la percentuale di treni che arrivano nelle stazioni entro 5 minuti dall’orario d’arrivo stabilito".

Naturalmente, la rilevanza per i passeggeri di un ritardo di 5 minuti si riduce al crescere della lunghezza del viaggio. Mentre per i passeggeri che vanno in treno da Roma a Milano (3 ore con il più veloce dei Frecciarossa) un ritardo di 15 minuti rappresenta solo l’8,33 per cento del tempo di viaggio, per chi va da Milano a Bologna rappresenta il 25 per cento del tempo di viaggio previsto e per chi va da Bologna a Firenze arriva a essere il 43 per cento. La Nea ha comunque scelto di misurare il ritardo a 5 minuti, compiendo una complessa operazione di ricostruzione dei dati. È singolare che nessun dato riguardante Trenitalia compaia nel rapporto.

Le tavole più significative sono riportate di seguito. Tutte le compagnie considerate, comunque, fanno registrare una percentuale di treni in orario (cioè che arrivano al massimo con 5 minuti di ritardo) superiore all’84 per cento. All’ultimo posto le compagnie britanniche, ma i dati del periodo considerato, per il Regno Unito, sono influenzati dalle misure estreme che Railtrack ha preso dopo l’incidente di Hatfield, dell’ottobre 2000. Si noti che i risultati della tavola 1 riguarda tutti i treni, locali o a lunga distanza, tradizionali o ad alta velocità, mentre quelli della tavola 2 considerano separatamente i treni locali da quelli a lunga distanza. Vale la pena di sottolineare che la puntualità (ribadiamo: a 5 minuti) dei treni della compagnia giapponese considerata (Jrk) arriva a superare, tra locali e lunga distanza, il 98 per cento, mentre in Finlandia, Ungheria e Danimarca i treni locali sono puntuali, rispettivamente, al 99, 97 e 95 per cento.

Gli unici riferimenti alla puntualità nel bilancio di Fs per il 2008 sono contenuti alle pagine 31 e 32: "La puntualità dei treni alta velocità ed Eurostar ha visto una sensibile crescita nel corso dell’anno passando dal 88,6 per cento del 2007 al 91,5 per cento del 2008 (nessun riferimento se misurata ai 5 o ai 15 minuti, ma dal grafico di p. 32 si evince che è considerata a 15 minuti, n.d.r.). […] La percentuale dei treni a media/lunga percorrenza arrivati puntuali a destinazione o, comunque, con un ritardo compreso nella fascia 0-15 minuti, è passata dall’88,5 per cento del 2007 all’89,7 per cento del 2008. […] La percentuale dei treni del trasporto regionale arrivati a destinazione con un ritardo compreso nella fascia 0-15 minuti è risultato in linea gli stessi risultati ottenuti nel 2007 (97 per cento). Con riferimento ai treni arrivati a destinazione nella fascia 0-5 minuti la performance risulta lievemente migliore del 2007 (90,3 per cento contro 90,2 per cento)".

È abbastanza evidente che il confronto tra la performance di Trenitalia e quella della gran parte delle compagnie europee (di molti anni prima) è perdente per la compagnia ferroviaria italiana sulla media/lunga distanza non ad alta velocità, dal momento che Trenitalia considera puntuali i treni che arrivano con 15 minuti di ritardo, e anche così le percentuali non sono altissime, e sono passati anni dalle rilevazioni della tavola 2. Per l’alta velocità non abbiamo dati di confronto utilizzabili, ma l’orgoglio di Fs si basa sulla "franchigia di 15 minuti", che, a questo punto, sembra più che altro una "consuetudine italiana". Per i regionali la puntualità (a 5 minuti) appare buona, sebbene inferiore a quella di tutte le compagnie europee considerate nella tavola 2, con riferimento al lontano periodo 1999-2002. Nessuna spiegazione viene fornita del perché le cose siano andate molto peggio in Lombardia che nella media nazionale, tanto che la Regione si è posta per il futuro un obiettivo di puntualità (ai 5 minuti) dei treni della Newco Tln del 75 per cento nelle ore di punta e dell’85 per cento nella media giornaliera.

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