Sedicenti “consumatori” in Parlamento di A. Longo

Corriere della sera di domenica 25 febbraio: due foto campeggiano al centro della pagina 8, la prima del senatore Fernando Rossi, la seconda del senatore Pietro Fuda. Ambedue accomunati, nella didascalia, dal termine "consumatori", di cui si dichiarano "rappresentanti".
Due illustri sconosciuti ai più e anche alle cronache, almeno fino a qualche giorno fa, quando Rossi è salito alla ribalta perché con la sua astensione ha provocato la crisi del Governo Prodi, diventando il bersaglio dell’ira degli elettori di centrosinistra. Fuda invece era già incorso nei fulmini di tutta l’Unione (e di tutti i cittadini perbene, di qualsiasi parte politica e non), perché in occasione della Finanziaria ha proposto un emendamento "salvaladri", il comma 1346, prontamente ribattezzato Comma Fuda, che avrebbe ridotto i termini di prescrizione dei reati contabili.

Che c’entrano allora i consumatori? In verità nulla, anzi dovrebbero essere (e sono) infuriati contro i due senatori, perché il primo ha messo a rischio un governo che sta affrontando seriamente le lobbies e le rendite di posizione attraverso i provvedimenti sulle liberalizzazioni voluti dal Ministro Bersani; il secondo col suo emendamento ha cercato di dare una ciambella di salvataggio ai truffatori del denaro pubblico. Rossi, cacciato dal suo partito di appartenenza, i Comunisti Italiani, non ha trovato di meglio che aderire ad una sedicente lista "Consumatori Uniti", dietro cui non c’è alcuna aggregazione e che sfidando le leggi della fisica unisce una parte infinitesimale dei residui del consumerismo organizzato.

Fuda invece, che era stato presidente della provincia Calabria sino al 30 Novembre 2005 militando tra le fila di Forza Italia (la classe non è acqua….), è stato eletto con la Lista Consumatori, che dopo il comma-salvaladri ha preso le distanze dal discusso personaggio e addirittura ha annunciato la richiesta di risarcimento danni per 1 milione di €. Fuda risponde ingaggiando con la Lista Consumatori un duello a base di epiteti offensivi: "Quelli della Lista Consumatori sono quattro scimuniti". Replica degli interessati:"Ha parlato il quinto scimunito". Rossi intanto rende onore al suo cognome e con una lungimirante e profetica intuizione fonda l’"Officina comunista". Ma i consumatori che c’entrano con queste penose e grottesche vicende?

 

 

Comments are closed.