Sessione CNCU-Regioni. I punti salienti del convegno

Liberalizzazioni, servizi locali, criteri di rappresentatività delle associazioni e tutela transfrontaliera. Questi i temi al centro del dibattito della IX Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) conclusasi sabato 11 ottobre a Saint Vincent, in Valle D’Aosta. La sessione, intitolata "Dieci anni di attività del CNCU. L’incidenza del consumerismo sul territorio", è durata due giorni e ha visto la partecipazione di molti esponenti del Governo, degli Enti locali e delle Associazioni dei Consumatori.

"Costruire un sistema di diritti e tutela di rappresentanza di interessi sulla base della figura emergente del cittadino consumatore". Così il Capo dipartimento per la regolazione del mercato del Ministero dello Sviluppo Economico (Mse), Andrea Bianchi, che, aprendo la sessione inaugurale, ha sottolineato l’importanza delle liberalizzazioni e del funzionamento dei mercati nella tutela dei diritti dei consumatori.

Era presente anche Antonio Lirosi, Garante per la sorveglianza dei prezzi che ha dichiarato: "L’Italia è l’unico Paese che ha introdotto un Garante dei prezzi perché abbiamo un deficit di natura culturale che risale a oltre 20 anni quando c’era ancora un regime di prezzi controllati. Noi italiani siamo figli della cultura del prezzo amministrato e per questo riusciamo anche a farci male da soli con un’informazione deformata".

Lirosi ha parlato di come le Associazioni dei Consumatori possono difendere gli interessi dei cittadini sul tema prezzi e potere d’acquisto. "Il diritto del consumatore ha a disposizione vari strumenti di difesa: quelli di natura strutturale che spettano al Governo, quelli di vigilanza che spettano alle Autorità indipendenti e ai pubblici poteri e quelli congiunturali, di sostegno al reddito e ai consumi su cui si può intervenire, a livello delle associazioni e del monitoraggio".

Il tema di discussione del venerdì pomeriggio ha riguardato i criteri di rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori a livello locale e i Presidenti delle associazioni hanno detto la loro. "Questa assemblea è un momento importante perché è un momento di riflessione tra le associazioni e le autorità e non va sprecato". Ha iniziato così il suo intervento Paolo Landi, Presidente di Adiconsum che ha fatto una valutazione degli ultimi 10 anni di lavoro e dei risultati ottenuti. "In questo tempo penso che sia stato difficilissimo costruire un minimo di rappresentanza, nonostante i risultati ottenuti permangono dei grossi problemi e questo ci coinvolge tutti. Dobbiamo introdurre dei correttivi a livello regionale affinché la rappresentanza locale non rischi una polverizzazione".

La seconda riflessione fatta dal Presidente di Adiconsum è stata la seguente: "Abbiamo sviluppato un quadro normativo rilevante, un esempio è il Codice del consumo. L’azione collettiva, che rappresentava l’avvio di un’importante misura è stata congelata presso la Presidenza del Consiglio e rischia di essere cancellato. Vogliamo che quella normativa, almeno così com’è, dal 1° gennaio 2009 entri in vigore".

Il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo ha tracciato un bilancio dell’utilizzo dei fondi destinati alle associazioni dei consumatori. "C’è da sottolineare che i risultati dell’utilizzo dei fondi del Map1 Map2 e Map3 sono positivi. Con queste risorse abbiamo costruito strutture sul territorio, abbiamo formato igiovani, dato ai cittadini materiali, strumenti web, consulenze, fatto conciliazioni . E’ quindi assolutamente con una punta di orgoglio che rivendichiamo i risultati ottenuti in questi anni. Allo stesso tempo però ci sono dei problemi sulle modalità di assegnazione ed utilizzo di questi fondi.

Tra le criticità c’è la diminuzione dei contributi delle Regioni con il loro fondi diretti, presi dal bilancio regionale. Queste hanno fatto affidamento sui fondi trasferiti dalle multe antitrust e hanno di conseguenza abbandonato quasi del tutto il finanziamento. Altro lato negativo sono i vincoli posti sul piano dei bandi dal ministero, ad esempio quello che impedisce di fare contratti ai dirigenti nazionali e locali delle associazioni. Si tratta di un vincolo che contrasta con una prassi consolidata da sempre sia della Commissione Europea nel finanziamento dei fondi dei progetti europei realizzati dalle associazioni consumatori, sia anche con ciò che prevedono i bandi del ministero del welfare, dell’ambiente della salute. Questi ultimi favoriscono infatti il coinvolgimento dei dirigenti delle associazioni perché ritengono che siano loro poi che possano meglio di tutti realizzare i progetti. Questo limite va assolutamente rimosso. Gli impegni che richiede un’associazione dei consumatori sono diventati sempre più pressanti, importanti e quotidiani.

Anche il Presidente del Movimento Consumatori, Lorenzo Miozzi si è espresso sui criteri di rappresentatività delle associazioni dei consumatori. "Senz’altro fondamentale è che le organizzazioni siano forti e diffuse nel territorio, che abbiamo un rapporto diretto con i cittadini dal momento che sempre più questi ultimi oggi cercano nelle organizzazioni dei consumatori i loro rappresentanti. Bisogna quindi essere all’altezza di dare loro risposta. Come Movimento Consumatori riteniamo che anche le normative conseguenti sia a livello regionale, sia a livello nazionale, debbano riconoscere quei soggetti che sono davvero in grado di far crescere questo movimento di rappresentanza e di tutela dei consumatori. Oggi abbiamo un quadro completo sia a livello nazionale sia a livello regionale però questi due mondi hanno delle normative che non sono forse allineate. A distanza di dieci anni riteniamo che debba esserci un allineamento , che vengano valorizzate le normative regionali perchè sono quelle che più sono a contatto diretto con le organizzazioni e quindi capiscono anche qual è il livello di presenza da riconoscere a livello regionale e una associazione nazionale conseguentemente sia considerata nazionale se un tot numero di Regioni riconosca quelle associazioni.

La conclusione dei lavori della Sessione Programmatica del CNCU è stata affidata ad Ugo Martinat, Sottosegretario allo Sviluppo Economico. Martinat ha ripercorso l’attività del CNCU, ricordando che "dieci anni fa una consulta ha iniziato ad operare e ad essere attiva in tutti i sensi, facendosi portatore dei bisogni del cittadino. Un piccolo parlamentino ha portato sicuramente, nel corso di questi anni, dei risultati, ha posto le basi per una forte collaborazione tra le associazioni. Ricordo che nel 2004-2005 sono stati presentati i primi due rapporti sulle politiche regionali a tutela dei consumatori".

"Credo però – ha aggiunto Martinat – che molto debba essere ancora fatto. La questione dei prezzi mina il futuro debba essere ancora fatto. La questione dei prezzi mina il futuro di tutti e le famiglie non saranno lasciate sole. Il caro bollette, che sta oggi attanagliando il sistema italiano, deve essere preso in considerazione in modo serio, cominciando dal problema dell’energia, dell’acqua e di tutti i servizi sociali fondamentali che incidono sulla vita delle famiglie".

Il Sottosegretario si è fatto portavoce della volontà del Governo "di intervenire per una forte riduzione del costo dell’energia, anche attraverso un ambizioso, ma realizzabile, piano strategico: il ritorno al nucleare. Pensiamo infatti – h ribadito Martinat – ad una miscelazione equilibrata fra le varie fonti: 25% da nucleare, 25% da rinnovabili, 50% da combustibili fossili. Un mix che ci permetterà di avere energia elettrica a costi più bassi, evitando anche la dipendenza troppo stretta da paesi fornitori che per via delle dinamiche geopolitiche attuali, in tensione proprio sulle forniture energetiche, potrebbero farci trovare strangolati e a rischio blackout.

Al termine della due giorni di lavoro le 17 Associazioni dei Consumatori hanno firmato un documento programmatico con i seguenti punti cardini: class action, farmaci, criteri di rappresenanza e risorse per i progetti. Per quel che riguarda la class action le associazioni chiedono che la normativa approvata dal parlamento entri in vigore al 1 gennaio 2009. Sui farmaci l’assemblea ritiene che il processo di liberalizzazione non debba essere rimesso in discussione, poiché "grazie alla riforma e alla concorrenza la spesa farmaceutica si è ridotta ed il servizio è migliorato con oltre 2000 parafarmacie e corner". I consumatori chiedono quindi che debba essere mantenuto l’obbligo del farmacista a garanzia di un servizio qualificato.

In merito alle risorse per i progetti svolti dalle associazioni e dalle regioni per garantire ai consumatori informazioni e servizi adeguati, "l’assemblea chiede al Parlamento che le risorse finalizzate alla tutela dei consumatori non siano dirottate ad altre finalità". Infine, il CNCU condivide l’esigenza di rafforzare i criteri di rappresentanza previsti dalla legge per evitare eccessiva frammentarietà e allo stesso tempo "garantire e salvaguardare la nascita e lo sviluppo dell’associazionismo".

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