Stampa e tv, quale il ruolo del consumerismo?

Rappresentazione del consumerismo nella stampa italiana, liberalizzazioni, ruolo delle associazioni rappresentative e rapporti tra aziende e utenti. Questi i temi oggi al centro del workshop "Media, Consumatori e Consumerismo" organizzato oggi a Roma da Consumers’ Forum in occasione della Giornata Europea del Consumatore.

Ad aprire i lavori della giornata Lorenzo Miozzi, presidente di Consumers’ Forum, organizzazione indipendente di associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi, istituzioni, università e centri di ricerca. Miozzi ha sottolineato l’importanza che "oggi vanta la Giornata Europea del Consumatore. Sono decine gli eventi organizzati in tutta Italia, a differenza di quanto accadeva anni fa". Antonio Lirosi, Direttore Generale DG AMTC del Ministero dello Sviluppo Economico ha sottolineato la grande conquista che l’Italia ha raggiunto in questa giornata di festa per i cittadini. "Negli anni passati – ha affermato Lirosi – la giornata del 15 marzo era dedicata a osservare Bruxelles e le iniziative degli altri paesi europei. Oggi è il resto d’Europa che si rivolge a noi!"

Al tavolo di lavoro si sono confrontati giornalisti, associazioni di consumatori e aziende. La ricerca "Consumerismo in cerca d’autore" presentata nel corso della giornata da Mario Morcellini preside della facoltà di Scienze della comunicazione della Università La Sapienza di Roma è stata lo spunto per aprire un dialogo e un confronto sugli elementi caratterizzanti la rappresentazione mediatica del consumerismo.

"L’anno 2006 – ha spiegato Morcellini – è stato un anno di svolta. Il decreto Bersani sulle liberalizzazioni è stato l’evento scatenante dell’entrata violenta del consumatore sul palcoscenico dei media". Sul ruolo del decreto Giovanni Valentini, editorialista di La Repubblica, si è chiesto "se l’exploit informativo del 2006 sia stato l’effetto del provvedimento o il frutto della presa di coscienza del tema del consumerismo da parte della società civile. Il decreto Bersani è piuttosto il punto di arrivo di un percorso". Per Giampiero Gramaglia, direttore dell’Ansa, è stato invece il "2005 l’anno in cui le tematiche legate al consumatore sono state le più trattate. Nel 2000 ci sono state 6mila citazioni, nel bienno 2001-2 la cifra sale a 8mila mentre oltre 9mila i lanci nel 2003, e infine 10-10.500 tra il 2004 e il 2006. Nei primi due mesi del 2007 il trend è molto alto e si potrebbe arrivare entro la fine dell’anno a 11mila trattazioni. In 7 anni si conta un totale di 7mila notizie".

Sul tema comunicazione e consumatori è poi intervenuta Anna Bartolini, giornalista e rappresentante italiana nel Consiglio dei consumatori dell’Unione Europea. "I media – ha detto – sono stati fondamentali per la crescita del consumerismo. La televisione ed anche la RAI hanno fatto un ottimo lavoro facendo arrivare nelle case degli italiani i temi cari ai cittadini, che spesso non hanno un buon rapporto con la carta stampata". Il ruolo della tv è stato al centro anche dell’intervento di Andrea Vianello, conduttore di Mi manda Rai Tre: "Scarso è l’interesse della carta stampata nei confronti dei consumatori. Molti fenomeni problematici non vengono trattati dalla stampa e l’informazione su internet è ancora molto arretrata. Questo non accade nel mondo del piccolo schermo: oggi le inchieste sono condotte da programmi tv come Mi manda Rai Tre, Striscia o Le Iene".

Al centro del workshop anche il ruolo delle associazioni dei consumatori. Valentini ha parlato di debolezze quali "la frammentazione del movimento e la mancata specializzazione". A tale proposito Mara Colla presidente di Confconsumatori ha sottolineato come le associazioni "devono essere sempre meno organi esclusivamente di tutela e sempre più di crescita e formazione degli individui". "Non solo difensori dei cittadini – ha aggiunto Rosario Trefiletti presidente di Federconsumatori – ma anche protagonisti del sistema economico e sociale. E’ la rappresentatività delle associazioni l’elemento debole di questa realtà". Per Lirosi invece il tallone di Achille delle associazioni rappresentanti i cittadini è invece "non la rappresentanza, ma la tendenza alla frammentazione e al sensazionalismo".

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