TCL. Liguria, presentato il bilancio sull’attività conciliativa del Corecom

Quasi quattromila udienze di conciliazione, duemilacinquecento cittadini che hanno richiesto consigli e suggerimenti, e un trend in costante crescita. È questo il bilancio 2004-2008 sull’attività conciliativa del Corecom Liguria, presentato stamattina a Genova. "Ciò dimostra che la situazione del cittadino, che si trova solo contro dei poteri forti, è difficile – ha spiegato Franco Rizzo, dirigente del Consiglio Regionale -, e bisogna tener conto che solo una piccola parte dei problemi arriva in sede di conciliazione".

La metà delle vertenze gestite dal Corecom ligure ha riguardato Telecom Italia, seguita da Wind, Fastweb, H3G, Opitel (già Tele2), Vodafone e altri gestori. Solo il 72% delle conciliazioni ha completato il suo iter con la presenza di tutte le parti in udienza; di questo 72%, il 52% ha raggiunto un accordo mentre il 48% non è riuscito a conciliare. La maggior parte delle controversie ha riguardato la telefonia fissa (57%), seguita dalla telefonia mobile (30%) e da altro (13%). Le principali problematiche contenute nelle istanze di conciliazione sono state le fatturazioni non giustificate (45%), seguite dalle inadempienze contrattuali (18%), dalla mancata o parziale fornitura del servizio (11%), interruzione o sospensione dell’erogazione del servizio (8%), prodotti e servizi non richiesti (8%), mancato o errato inserimento in elenco telefonico (4%).

Tra le particolarità della realtà ligure c’è il fatto che un alto numero di utenti ha ritenuto utile farsi assistere nell’attività di conciliazione da un legale, mentre ancora poco sfruttata è la consulenza di associazioni dei consumatori (in media dal 3 al 5%).

Il ruolo del Corecom nel campo delle telecomunicazioni è molto importante soprattutto alla luce delle nuove deleghe che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sta per conferire a livello nazionale in materia di definizione delle controversie. "Il Corecom assumerà presto una doppia veste di mediatore e arbitro – ha annunciato Maria Pia Caruso, dirigente dell’Agcom – l’Autorità concretizzerà così ancora una volta il principio di sussidiarietà, non applicando un federalismo per abbandono ma affiancando gli organi regionali nel loro compito". "Manca ancora qualcosa però in questo meccanismo – ha voluto sottolineare Franco Rizzo – dall’Autorità riceviamo 50mila euro l’anno mentre il Consiglio regionale ligure copre gran parte dell’onere con 500mila euro , pur non avendo una struttura che si occupa esclusivamente del Corecom".

di Francesca Nacini

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