TLC. Abuso di posizione dominante, Consiglio di Stato respinge ricorsi Wind e Telecom

Il Consiglio di Stato ha recentemente respinto i ricorsi presentati da Telecom e Wind avverso una sanzione comminata nel 2007 dall’Antitrust per complessivi 22 milioni di euro. E’ quanto comunica l’Osservatorio sulla pubblicità ingannevole di Assoutenti che ripercorre così la vicenda.

Nel 2007 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato esaminò le denunce di diversi operatori (Tele2, ReteItaly, Startel etc) per gli ostacoli posti negli anni precedenti da Telecom, Wind e Vodafone allo svolgimento della loro attività commerciale nel mercato della telefonia; questi operatori, che non erano titolari di frequenze radio, dovevano pertanto necessariamente utilizzare le risorse radio (frequenze) assegnate in via esclusiva a Telecom, Wind e Vodafone: ma quest’ultime, sfruttando la propria posizione dominante (all’epoca detenevano circa il 91% del mercato dell’offerta dei servizi voce e SMS) avevano in particolare richiesto agli altri operatori tariffe alte e comunque superiori a quelle praticate a favore delle proprie divisioni commerciali.

Dal momento che questo trattamento discriminatorio risultava in contrasto con l’art. 82 del Trattato europeo, in quanto idoneo ad alterare i principi della libera concorrenza tra le imprese, l’Agcm deliberò una sanzione di 20 milioni di euro alla Telecom e di 2 milioni di euro alla Wind mentre chiuse senza sanzioni il procedimento nei confronti di Vodafone, accettando gli impegni presentati da quest’ultima per superare i comportamenti anticoncorrenziali fino ad allora posti in essere.

Oggi la sentenza definitiva del Consiglio di Stato che giunge dopo che nel 2008 il Tar ha respinto i ricorsi delle due società, condividendo in pieno le argomentazioni alla base dei provvedimenti dell’Autorità.

 

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