TLC. Adiconsum: “Indispensabile separare la rete dal servizio”

"L’aumento del canone Telecom dovrebbe essere richiesto solo a coloro che dispongono della fibra ottica e della banda larga e non a quei clienti che da 30 anni hanno lo stesso doppino". E’ questa la posizione di Adiconsum, in merito agli aumenti del canone Telecom annunciati dall’azienda telefonica.

"Siamo consapevoli – si legge in una nota dell’associazione dei consumatori – del fatto che la rete della telefonia fissa richiede rilevanti investimenti. Da anni denunciamo il disimpegno di Telecom in questo senso, i ritardi sulla manutenzione e le difficoltà o l’impossibilità ad avere nuove linee.
Investimenti che avrebbero dovuto fare gli azionisti – spiega l’Adiconsum – che, invece, hanno preferito distribuirsi i profitti ed elargire laute stock option all’Amministratore.

"Condividiamo l’esigenza di un progetto di investimenti. Il problema è: chi garantisce il consumatore che queste risorse andranno effettivamente a migliorare la rete e non a tappare l’ennesimo buco finanziario?" L’associazione ricorda, inoltre, che "gli impianti e gli immobili non sono più di proprietà Telecom, ma sono in leasing".

Adiconsum chiede, quindi, all’Agcom di adottare rigorosi criteri, affinché queste risorse vadano in investimenti sulla rete. "Ciò è possibile solo con una separazione trasparente di quest’ultima dalla gestione del servizio – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum –
A Telecom diciamo, inoltre, che dall’aumento del canone devono essere esentate non solo le fasce deboli, ma che devono essere esclusi anche tutti quegli utenti il cui traffico telefonico è limitato a qualche decina di euro".

Per Adiconsum, infine, la banda larga rappresenta il nuovo servizio universale e come tale deve essere garantito a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale. "Purtroppo – conclude il comunicato – la privatizzazione di Telecom rappresenta un esempio da manuale di come un processo di privatizzazione senza regole si traduca in un peggioramento della qualità del servizio per i consumatori e, a seguito dei mancati investimenti tecnologici, in un danno per l’intero Paese".

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