TLC. Adiconsum: realizzare Carta dei servizi su internet mobile

Gli spot reclamizzano internet mobile veloce e navigazioni senza limiti. Ma i limiti ci sono: riguardano la copertura dei servizi, la velocità media effettivamente raggiunta, il fatto che si paghi anche il non uso del servizio. Questi i problemi di internet mobile (quello che si avvale delle chiavette) che secondo Adiconsum "ha creato un nuovo modo di commercio: si paga anche il non utilizzo del servizio. Molti forse non se ne accorgono, ma le tariffe a tempo sono un bluff. Infatti, mentre si legge una pagina, si guardano foto o si visiona la propria posta, il tempo corre, ma non c’è connessione. Sono soldi regalati al provider. Ad aggravare il tutto, poi, ci sono gli scatti di 15 minuti, sistema brucia tempo tutto italiano".

L’associazione chiede dunque alle aziende di aprire un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori per realizzare una Carta dei servizi condivisa che regolamenti il mercato di internet in mobilità.

"Il vero problema della connessione internet in mobilità – scrive Adiconsum in una nota – è che non è uguale alla navigazione da posto fisso, non si possono fare le stesse cose e soprattutto non si può essere sempre connessi". La velocità di connessione inoltre varia di continuo, "è lentissima in GPRS, poco lenta in EDGE, veloce in UMTS, velocissima in HSDPA".

"Sarebbe, quindi, opportuno che le aziende di telefonia mobile dichiarassero la velocità media offerta dalla propria rete e indicassero con chiarezza come è costituita, permettendo ad ogni utente di sapere con esattezza dove troverà connessioni lente o veloci – afferma Adiconsum – Agcom, che avrebbe il compito di regolare il mercato e garantire i consumatori, è lentissima nella sua azione (su internet fisso dopo tre anni deve ancora rendere operativo il controllo della qualità), rendendo inefficace il proprio lavoro e lasciando piena libertà alle aziende".

Comments are closed.