TLC. Adiconsum scrive alla RAI: più innovazione, qualità e comunicazione

Adiconsum, in rappresentanza degli utenti, ha inviato una lettera aperta alla RAI in cui chiede all’azienda, oltre che di accelerare il procedimento di adozione del nuovo contratto di servizio, più innovazione, qualità e comunicazione coi i cittadini ed i loro rappresentanti.

Nella missiva, l’Associazione fa notare come "il servizio universale non è, ancora, garantito, a milioni di cittadini che sono costretti a guardare i canali RAI attraverso il satellite, perché non usufruibili con altre piattaforme. Questi utenti sono penalizzati dal fatto che i programmi sono spesso criptati e ogni sera almeno 2 canali RAI sono oscurati".

Innovazione. Gli utenti, attendono di vedere i canali RAI, gratuitamente, attraverso tutte le piattaforme trasmissive, nel rispetto del servizio universale che per la sua realizzazione necessita di innovazione e di neutralità tecnologica. La RAI da troppo tempo non è più leader in innovazione a causa delle scelte commerciali, ispirate unicamente al profitto e non al ruolo di servizio pubblico:

  • Sul satellite i canali RAI sono accessibili integralmente solo agli abbonati della tv a pagamento SKY. Tutti gli altri sono costretti a vedere solo parzialmente i programmi RAI, creando un gravissima discriminazione che penalizza i cittadini che pagano il canone a vantaggio di chi si abbona al privato SKY.
  • Sul digitale terrestre, nonostante non più in fase sperimentale, i canali RAI non sono visibili in gran parte della nazione.
  • Sui cellulari è possibile guardare i canali RAI solo a pagamento, ignorando, anche in questo caso, il ruolo di servizio pubblico.
  • Su internet, nonostante la realizzazione del nuovo portale Rai.tv, non è possibile guardare in diretta i palinsesti completi delle tre reti pubbliche, dovendosi accontentare solo di una selezione dei programmi Rai o di alcuni stralci.
  • RADIORAI (servizio di pubblica utilità) è ancora trasmessa solo in formato analogico rendendo quindi impossibile la ricezione dei programmi in mobilità. La Rai è già dotata di una rete per la trasmissione della radio in digitale che è inspiegabilmente spenta. La trasmissione radiofonica in digitale (DAB), avvenuta ormai in tutti i Paesi europei, permetterebbe di dare vera qualità al servizio radiofonico a vantaggio degli utenti.
  • 16:9 e HD sono innovazioni tecnologiche che la RAI, inspiegabilmente, ha lasciato in esclusiva alle emittenti private (SKY e Mediaset Premium) mortificando i cittadini che pagando le tasse permettono l’esistenza dell’Azienda RAI.

Qualità. La qualità dei programmi è profondamente diminuita, perdendo pubblico e assumendo le sembianze di televisione commerciale, tanto che i cittadini non distinguono più le differenze. Sono scomparsi spazi televisivi dedicati ai bambini e ai giovani, completamente assenti spazi culturali che diffondono teatro e eventi dal vivo. I pochi programmi d’eccezione vengono dirottati sulle piattaforme a pagamento (come "Viva radio 2" su RAI SAT). I cittadini alla ricerca di qualità vengono, quindi, costretti ad abbonarsi alle PAY TV. Con tale situazione diventa difficile continuare a credere nella necessità di finanziare il servizio pubblico.

Comunicazione. Il CdA della Rai ed i suoi vertici non hanno mai risposto alle numerose lettere inviate da questa Associazione di consumatori che chiedeva di dialogare per garantire i minimi diritti degli utenti, dimostrando il completo distacco con l’opinione pubblica e manifestando la volontà di non volersi confrontare. Il nuovo contratto prevede nuove forme di confronto che devono essere immediatamente attivate.

 

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