TLC. Adottata dal Parlamento Ue la direttiva per i sistemi mobili via satellite

Il Parlamento europeo ha adottato definitivamente ieri sera una decisione che fissa dei criteri comuni di selezione degli operatori di sistemi mobili via satellite che utilizzano la banda di frequenze 2 GHz e armonizza le disposizioni sull’autorizzazione e l’utilizzo delle radiofrequenze. I sistemi mobili via satellite rappresentano una piattaforma innovativa che fornisce vari tipi di servizi di telecomunicazione e radiodiffusione paneuropei, come l’accesso internet ad alta velocità, la TV mobile, la protezione civile e i soccorsi in caso di calamità, indipendentemente dal luogo in cui si trovano gli utenti finali. Gli eurodeputati hanno chiesto che tali servizi vengano forniti almeno al 50% della popolazione, su almeno il 60% della superficie dell’Ue e che, in caso di catastrofi, vengano messi a disposizione dei servizi d’emergenza. L’obiettivo di questa decisione è quello di sviluppare un mercato interno di sistemi mobili via satellite concorrenziale, a livello europeo, garantendo la copertura graduale in tutti gli Stati membri.

Attualmente gli operatori di tali sistemi sono autorizzati a livello nazionale e questo provoca una frammentazione del mercato e l’esclusione di alcuni operatori dalla fornitura del servizio. Con l’entrata in vigore di questa decisione (3 giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) la Commissione dovrà organizzare una procedura di selezione trasparente e comparativa "in condizioni eque e non discriminatorie" e si avvarrà dell’assistenza di esperti esterni "scelti in funzione della loro esperienza e del loro grado elevato di indipendenza e di imparzialità".

Le domande dovranno precisare il numero di radiofrequenze richieste, che non potranno superare i 15 MHz per le comunicazioni terra-spazio e i 15 MHz per le comunicazioni spazio-terra, e includere le dichiarazioni e i giustificativi riguardanti le radiofrequenze richieste, le tappe necessarie ed i criteri di selezione. In una prima fase la Commissione dovrà valutare in "grado di sviluppo tecnico e commerciale" dei sistemi, "la credibilità dei richiedenti e la sostenibilità dei sistemi proposti". Nella seconda fase si valuteranno i vantaggi concorrenziali offerti ai consumatori e l’efficienza dello spettro, ossia il numero totale delle radiofrequenze richieste e la capacità complessiva di flusso dei dati. I diritti d’uso e le autorizzazioni che risultano necessari saranno concessi per una durata di diciotto anni dalla data di adozione della decisione di selezione.

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